Dalla rassegna stampa Cinema

Il cinema povero ma bello parte da Milano e va a Locarno

Domani alla rassegna svizzera “Schopenhauer” di Maderna – In barba ai grossi produttori un film a basso costo

Programma davvero ricco stasera sulla Piazza Grande di Locarno: l´apertura, alle 21.30, è consacrata al cinema di casa con Die Herbstzeitlosen di Bettina Oberli, divertita satira del perbenismo svizzero dove una vecchia signora apre un negozio di intimo, sconvolgendo la pigra quotidianità del paese. Di ben altre trasgressioni è fatta la carriera di Neil Young, la rockstar protagonista di uno degli eventi più attesi del festival: Heart of Gold, che verrà proiettato intorno alle 23.15. Il rockumentary di Jonathan Demme accosta la dimensione privata alla performance concertistica, raccontando un momento molto delicato della vita del musicista canadese. Completa il programma il corto Rachel di Frédéric Mermoud.
Domani mattina, alle 11 al palazzetto Fevi, è la volta di Schopenhauer, un piccolo film candidato a diventare un riferimento, almeno dal punto di vista produttivo, del nuovo cinema indipendente milanese. Realizzato da Giovanni Maderna e prodotto da Gabriella Manfré con la collaborazione della Provincia di Milano e di alcuni piccoli finanziatori, il film non nasconde fonti di ispirazione alte e fa del rigore dello stile una vera e propria bandiera. Ambientato per la maggior parte in una villa signorile del pavese, affascinante e un po´ trascurata, racconta la storia di due giovani alle prese con problemi di identità. Cercano risposte in uno scrittore-guru su cui stanno scrivendo la tesi (interpretato da Silvano Cavatorta), ma non le ottengono e finiscono per lasciarsi andare a enigmatiche derive esistenziali. «Schopenhauer – ci racconta Maderna – è nato quasi per scommessa: dopo aver incassato l´ennesimo rinvio da parte di un grosso produttore, ero stufo di aspettare e avevo voglia di lavorare senza condizionamenti. Di fare un film senza chiedere niente a nessuno, pensato a partire da una serie di schizzi invece che da una sceneggiatura canonica».
Nonostante sia girato in pellicola 16mm e quindi gonfiato in 35mm per la proiezione in sala, il film è costato poche decine di migliaia di euro. «Il segreto è girare in fretta, in location controllate e soprattutto con gente motivata. Massimo Schiavon, il direttore della fotografia, e Gabriella Manfré hanno fatto un lavoro enorme, ma anche studenti e stagisti si sono dimostrati davvero all´altezza del compito».
Festival di Locarno, tessere giornaliere 42-47 franchi, info 004191-7562121, per i lettori di Repubblica e TuttoMilano 30 tessere gratuite prenotando allo 0141917562170

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