Dalla rassegna stampa Cinema

C.r.a.z.y.

…Definito un film folle, magico, mistico, pudico, sensuale allo stesso tempo, divertente e toccante…

C.r.a.z.y. un film drammatico diretto da Jean-Marc Vallee con Michel Cote’, Marc-Andre’ Grondin, Danielle Proulx, Emile Vallee. Il film ha raccolto un gran numero di premi agli Genie Awards, noti come Oscar canadesi: miglior film, miglior direzione artistica, migliori costumi, miglior regia, miglior montaggio, miglior attore protagonista, miglior attrice non protagonista, miglior montaggio del suono, miglior sceneggiatura originale, e ha conseguito anche il prestigioso premio bobina d’oro. Definito un film folle, magico, mistico, pudico, sensuale allo stesso tempo, divertente e toccante. Narra la storia di Zachary Beaulieu, quarto di cinque fratelli che, a causa della sua omosessualita’ e’ terrorizzato dall’idea di poter perdere il suo affetto. In un arco di tempo che va dai mitici anni ’60 ai voluttuosi anni ’80, vediamo crescere il protagonista circondato dai fratelli, tra la musica dei Pink Floyd e dei Rolling Stones, tra giri in moto per far colpo sulle ragazze e spinelli fumati di nascosto, tentando disperatamente di riallacciare un rapporto con l’amatissimo padre, nascondendo e negando persino sé stesso. L’omosessualità non e’ un concetto relativo nella numerosa famiglia di Zac, probabilmente non lo e’ nemmeno per i suoi quattro fratelli, ma del resto anche gli anni ’70 canadesi, nonostante la tolleranza verso nuove e spesso sconvolgenti abitudini, lasciarono cadere nel silenzio specifici argomenti di carattere sessuale. Un film divertente nei dialoghi, una sceneggiatura ricca di battute e contrassegnata da un’ironia pungente capace di coinvolgere anche i personaggi piu’ anziani come il padre di Zac che solo dopo dieci anni riuscira’ a rassegnarsi all’omosessualita’ del figlio. Non che il film proponga un argomento nuovo, anzi a volerne criticare il soggetto, ci troviamo di fronte alla solita famiglia per bene, cattolica, che scoperta l’omosessualita’ del figlio, che gia’ da bambino aveva dato modo di far pensare, inizialmente ignora il problema e in un secondo momento esplode in piccole tragedie familiari. Ma a rendere davvero nuovo il film sono i personaggi caratterialmente distinti e diversi, sono gli anni ’70 che accompagnano tutta la storia con pantaloni attillati, ragazzi capelloni che ballano e fumano ashis, l’icona di David Bowie, la passione del padre di Zac per Aznavour, e ancora un fratello tossicodipendente. Zac sembra abbracciare la giustizia, la sua, quella che lo ha spinto verso nuove esperienze nonostante la sua educazione religiosa. A tal proposito bellissima la scena in cui il protagonista attraversa il deserto in un viaggio mistico. Una quaresima quella di Zac fatta di tentazioni vissute, di esperienze omosessuali in terra santa, come a dire una sottile liberazione dei sensi.

da http://www.cinemode.it/

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