Dalla rassegna stampa Cinema

Le prime dieci candeline di « Un posto al sole »

Oggi festa per la fiction Rai tutta partenopea Un fenomeno studiato anche alla Sorbona

I protagonisti cambiano, il successo è sempre lo stesso, anzi, aumenta. Dopo dieci anni « Un posto al sole » , diventata la regina indiscussa delle soap, da Napoli ha consolidato il suo potere diventando un appuntamento fisso per milioni di spettatori. E stasera festeggia sé stessa al lungomare di Bagnoli, con i nuovi e i vecchi attori, tutti riuniti per l’evento.

LA FORMULA ORIGINALE
Piace tanto la sua formula, quella di portare nella fiction televisiva il mondo reale, quello fatto dei problemi di tutti i giorni. La soap opera targata Napoli è piena di richiami alla cronaca ed è arrivata a scatenare l’interesse di « Le Monde » , che ne ha fatto il tema di una sua inchiesta sulla tv intelligente degli stranieri altri stati europei. Su « Le Monde » si legge che « gli italiani di tutte le generazioni e di ogni condizione possono ritrovare situazioni e tematiche che li riguardano direttamente o indirettamente, temi attuali come l’immigrazione clandestina e il razzismo, la violenza quotidiana, la disoccupazione o il problema delle coppie gay che ambiscono ad avere figli adottivi. C’è sempre una presa diretta con la realtà al punto che spesso l’una si nutre dell’altra e viceversa » .
PUBBLICO E ATTORI
E così oggi dopo dieci anni ( 500 settimane) di programmazione, dal ‘ 96, « Un posto al sole » , la prima soap opera italiana, viene vista da un minimo di tre milioni a con punte di otto milioni di spettatori. Soap opera di coproduzione Grundy, Rai di Napoli, si tratta senza dubbio della più fortunata e longeva tra le produzioni del centro Rai di Napoli e detiene primati d’ascolto invidiabili. Insomma, una sfida vinta. Con uno share medio dell’undici per cento circa. Dati che sono mantenuti anche d’estate con le repliche, tanto da stuzzicare un format nuovo e sperimentale studiato apposta proprio per la stagione calda, quello della soap nella soap. Sul set della soap ci sono 35 protagonisti ( in nove anni si sono alternati 4000 attori e 30.000 comparse) e 400 persone tra tecnici e maestranze. Centocinquanta sono stati gli sceneggiatori e centoventi i registi, tra i quali anche Gabriele Muccino. E i dati d’ascolto sono piuttosto omogenei. Non c’è differenza tra le regioni, anzi, se spesso le punte di audience sono registrate nel Triveneto piuttosto che a Napoli o in Campania.
IL SEGRETO DEL SUCCESSO
Il segreto del successo è proprio quello. Calarsi quotidianamente nella realtà, soprattutto in quella più difficili. Gli spettatori si riconoscono così in almeno uno dei protagonisti, personaggi cosiddetti comuni della fiction e nelle situazioni di vita vissuta. Episodi portano nelle case degli italiani fenomeni come droga e tossicodipendenza, rapine omicidi e microcriminalità, con cui devono fare i conti tutti. Con dialoghi semplici e alla portata di tutti.
Un mondo non fittizio come nelle altre soap, ma reale, mai decontestualizzato dall’ambiente circo stante. Gli attori interagiscono con gli sceneggiatori raccontando le proprie esperienze di vita, come è accaduto a Patrizio Rispo, il protagonista assoluto della soap ( è il portiere di palazzo Paladini custode di tutti i segreti dei protagonisti). Reduce da una « Telegrolla d’oro » , vinta a Saint Vincent, raccontò di quando sua moglie fu scippata e alcune puntate furono poi dedicate alla microcriminalità. Per far questo autori sceneggiatori, incoraggiati dai dirigenti Grundy e Rai, fanno una sorta di rassegna stampa e leggono ogni giorno i quotidiani, con particolare riguardo alle notizie locali prendendo spunto per la soap. E talvolta riescono anche ad anticipare degli eventi, come è accaduto quando è andata in onda una puntata imperniata sulla rivolta di un quartiere partenopeo alla camorra, evento realmente accaduto dopo l’assassinio di Annalisa Durante in pieno centro storico di Napoli e che si è verificato negli stessi giorni in cui andava in onda la puntata.
UN MODELLO SOCIALE
E’ stato il primo esperimento di fiction sociale in Italia, dopo anni d’importazioni di soap opera dall’America. La fiction napoletana, pur riprendendo nei caratteri quella delle telenovelas del centro o del Sud America, più popolare di quel le statunitense tipo « Dallas » o « Beautiful » , conserva caratteri di sicura originalità proprio perché popolare, ma non strappalacrime. La dirigenza Rai ha infatti sin dal primo giorno inculcato alla sua pattuglia di sceneggiatori che le puntate dovevano seguire l’incedere della vita reale con una strizzatina d’occhio al sentimento, ma con una forte base sociale. Storie familiari, amori, intrighi, invidie e tradimenti, infatti, la fanno sempre da padrona, ma si intrecciano spesso e volentieri con l’impegno ( e il disagio) sociale e problematiche del lavoro, con la lotta all’illegalità.
UN FORMAT DA STUDIARE
La soap napoletana è diventata in breve un fenomeno da studiare. Se ne parla alla Sorbona e nelle università italiane dove è inserita nei programmi che riguardano i nuovi modi di comunicare. E le televisioni straniere la studiano e spediscono spesso a Napoli dei loro emissari per capire le ragioni di un successo, come nel caso di Antenne 2.
Nessuna delle altre fiction italiane, da « Vivere » a « Incantesimo » fino a « Centovetrine » , si è invece completamente staccata dal modello americano.
AMBIENTE E CARTONI
Alla fiction napoletana sono cari anche i temi ambientali. Più di una puntata infatti ha avuto come ospiti recitanti volontari di Legambiente e del Wwf, impegnati in operazioni come quella denominata Spiagge pulite. E fra le ultime novità, « Un posto al sole » è diventato anche un cartone animato. Il cartoon, realizzato in formato flash, lo stesso di « G ino il pollo » , ricalca i temi della soap targata Napoli e utilizza le voci e le immagini degli attori protagonisti, mettendoli questa volta a confronto con temi surreali e non più reali dalla fantascienza al paranormale. Tornando al reale, « Un posto al sole » è ora utilizzata anche dalle istituzioni locali. Recentemente, infatti, la Campania ha utilizzato la fiction per promuovere i luoghi più fascinosi della regione e i prodotti gastronomici del luogo. E sono sempre più frequenti le incursioni fuori porta della soap napoletana per un accordo stipulato tra la Rai e la Regione Campania. Alcune puntate, infatti, sono state già ambientate in luoghi come Pietrelcina, la Reggia di Caserta o tra le bellezze costiere della regione. Vanni Fondi Senza dubbio, è la produzione più longeva e fortunata del centro Rai di Napoli Audience omogenea in tutta l’Italia: è una trasmissione che unisce Nord e Sud

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.