Dalla rassegna stampa Cinema

Banfi, « piccolo padre » capace di grande amore - Una storia difficile di omosessualità: « Ma il dialetto non mancherà. E neanche l'ironia »

…E dei matrimoni gay cosa ne pensa, nonno Libero? « Il matrimonio dovrebbe rimanere l’unione di due persone di sesso opposto, poi per garantire i diritti delle coppie vanno bene i Pacs »…

L’attore protagonista in « Piccoli Padri » ha insistito per le riprese nella sua terra
Banfi: una fiction che scommette sulla Puglia

« Bisogna rilanciare il cinema nella nostra regione » . Lo sostiene Lino Banfi, settant’anni tra qualche giorno, che nella fiction « Piccoli Padri » vestirà i panni di un genitore meridionale messo alla strette da sua figlia Aurora e costretto ad adeguarsi ai tempi che cambiano. Il ruolo della figlia sarà interpretato da Rosanna Banfi. « Mi avevano proposto di girare in Calabria o in Sicilia, ma la scelta della Puglia mi è sembrata la migliore sia per il paesaggio che per lo splendido mare » . Le riprese cominceranno a metà luglio nella zona ionico salentina.
« Saper amare un figlio a qualsiasi costo, ecco la grandezza di un padre » . Parola di Lino Banfi, settant’anni tra pochi giorni, ottantasei film, una fiction cult, Un medico in famiglia , giunta alla sua quinta serie ed anche ambasciatore dell’Unicef e padre di due figli, Walter e Rosanna. E pensare che suo padre voleva avviarlo alla carriera ecclesiastica.
Lino Banfi, il nonno Libero del piccolo schermo, ritorna in autunno in tv con Piccoli padri , una fiction Rai in due puntate, girata in coproduzione con la Spagna tra il Salento, Roma e Barcellona.
In Piccoli padri , Banfi vestirà i panni di un genitore meridionale messo alle strette da sua figlia Aurora e costretto ad adeguarsi all’evolvere dei tempi moderni. Temi scottanti e attualissimi, in barba alla Spagna progressista del premier Zapatero, si snocciolano attorno alle vicissitudini di un padre e di sua figlia, interpretata da Rosanna Banfi. Lei è critico d’arte, emigrata a Barcellona per seguire la sua indole libera, vivere il suo amore saffico e sposare Andrea.
Non il nome di un caliente macho spagnolo, bensì quello della sua amata insegnante di rumba; un matrimonio che saprà sconvolgere la quieta esistenza di papà Lino. « Riccardo, il padre, è un uomo molto attaccato alla tradizione – conferma Lino ha un piccolo frantoio e la sua vita l’ha dedicata alla famiglia e al lavoro. Lo shock iniziale è fortissimo, ma l’amore per sua figlia, tra l’altro malata di leucemia eliminerà i tabù per un trionfo del sentimento » .
Lontani dunque i tempi in cui Lino intimorivava i suoi avversari o nemici minacciandoli di spezzargli « la noce del capocollo » . Remoti i personaggi che invocavano a gran voce la Madonna dell’Incoroneta o dello Stirpeto. Con Piccoli padri , Lino rilancia se stesso in un ruolo dagli alti contenuti morali e quanto mai attuali.
Ma, assicura, « il dialetto non mancherà, così come nella fiction ci saranno momenti humor » . La location delle riprese, la Puglia, è doc: « Bisogna rilanciare il cinema nella nostra regione. Mi avevano proposto di girare in Calabria o in Sicilia, ma la scelta della Puglia mi è sembrata la migliore sia per il paesaggio, dallo splendido mare e dall’amena campagna, sia perché vorrei confermare la mia collaborazione per la sua promozione cinematografica » . Le riprese cominceranno a metà luglio nella zona ionica salentina, con ogni probabilità a Gallipoli.
Ai Piccoli padri , ai piccoli grandi genitori borghesi che non sanno e non vogliono capire, ma poi alla fine comprendono, Lino dedica questa fiction scritta assieme a suo genero più di un anno fa. E dei matrimoni gay cosa ne pensa, nonno Libero? « Il matrimonio dovrebbe rimanere l’unione di due persone di sesso opposto, poi per garantire i diritti delle coppie vanno bene i Pacs » .

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