Dalla rassegna stampa Cinema

Alice nel paese degli ultimi.

Una bambina che vende bandiere allo stadio per aiutare babbo disoccupato è la protagonista del primo lungo di Peter Marcias, che a Milano è presentato in anteprima.

Alice non è una bambina bambolina. Alice non è una piccola Principessa formato Barbie. Alice è una bambina che vende bandiere del Cagliari per aiutare babbo disoccupato, troppo grande per le aziende e unica misera speranza i call center del continente, e sorella di Marco che, causa misero reddito familiare, fa marchette con i vecchi. Sono Alice è la storia corta che diventa primo lungo di Peter Marcias. Regista di corti che arriva al lungometraggio grazie al film collettivo Bambini opera ad episodi di quattro registi (con Marcias operano i filmaker Alessio Federici, Andrea Burrafato e Michele Rho). Un racconto sull’infanzia, in tempi di globalizzazione povera, che vede uniti quattro registi ( Peter Marcias, Alessio Federici, Andrea Burrafato e Michele Rho prodotti da Gianluca Arcopinto) nel raccontare storie di bambini.

INFANZIA negata per le famiglie disastrate dove la mancanza di lavoro/occupazione crea miseria. Un affresco neo realista che verrà proiettato e presentato, in prima visione per il dizionario cinematografico, il 12 febbraio a Milano nella sesta edizione della rassegna Il cinema italiano visto da Milano. E per Marcias vincitore già di numerosi festival, dedicati a filmati in forma breve, è il superamento, se pur in un film in episodi, della linea d’ombra del cortometraggio. In Sono Alice dove è centrale la tematica del lavoro, evidente l’influsso del giuslavoralista Gianni Loi, che ha partecipato alla stesura della sceneggiatura con Annalisa aprile e Elisa Amoruso, Marcias racconta anche Cagliari con il rito dello stadio, il mito di Zola, la precarietà del lavoro e la prostituzione dei giovani maschi. Ingredienti sociologici per una Sardegna che non è solo pecore e banditi, valentia e faida. E nel racconto in diciotto minuti si scorgono visi noti della produzione cinematografica isolana: Pietrina Menneas ( attrice di Arcipelaghi di Giovanni Columbu); Gianpaolo Loddo (uomo di teatro e attore nell’ultimo episodio di Ballo a tre passi di Salvatore Mereu). Senza dimenticare Vanni Fois, Luciano della Scheggia, Davide Piras e la piccola Giulia Bellu che ha prestato corpo e anima alla protagonista Alice. Personaggi sullo sfondo di Cagliari, del suo mare e scogli, guidati dalle musiche di Enzo Favata. Per un’opera triste, obbligatorio il malinconico jazz. Il cortometraggio prima di fondersi con le altre tre opere e dare forma ( e sostanza) a Bambini ha partecipato a numerosi festival internazionali da Sao Paulo a Taipei passando per l’isolano V Art. Passerella in solitario prima di trasformarsi in lungometraggio e sbarcare alla rassegna milanese.

UN APPUNTAMENTO prestigioso nel panorama nazionale: tra gli appuntamenti in cartellone c’è anche l’intervento della Medusa che ha concesso per la rassegna l’anteprima di La guerra di Mario, film di Antonio Captano interpretato da Valeria Golino, che uscirà nella sale a Marzo. Gli ospiti che incontreranno il pubblico sono Isabella Ferrari, Alessio Boni e Michele Placido. Per Marcias si presenta l’occasione di approdare in tante sale cinematografiche.

Presto pure un documentario su Berlusconi girato a Cagliari.
C’è anche una docufiction su Berlusconi, prodotta da Gianluca Arcopinto e presto distribuita dalla Pablo con il titolo di “Io sono un cittadino”, tra gli ultimi lavori di Peter Marcias. Interamente ambientata in Sardegna, a Cagliari, la pellicola racconta con vena polemica la vittoria del premier alle elezioni politiche del 2001, attraverso gli occhi di un anziano pensionato di sinistra. Tra comizi, show elettorali e proclami mediatici, accanto ai leader dei partiti nazionali, trovano posto sullo sfondo numerosi politici sardi, ripresi nel vivo di quell’aspra campagna elettorale. “Protagonista assoluto è Berlusconi – afferma Marcias – visto da un vecchio elettore sbigottito”.

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