Dalla rassegna stampa Cinema

Recensione "Whole New Thing"

… L’anteprima del regista canadese appare semplice ed essenziale. Due le trame principali che si intrecciano durante la pellicola: l’eterno tema del tradimento, e quello più candido del primo innamoramento adolescenziale. …

La prima serata del 20° Festival del cinema gay e lesbico si apre con la visione del Film WHOLE NEW THING di Ammon Buchbinder. L’anteprima del regista canadese appare semplice ed essenziale. Due le trame principali che si intrecciano durante la pellicola: l’eterno tema del tradimento, e quello più candido del primo innamoramento adolescenziale. Il protagonista, un ragazzino 13enne dall’aspetto alquanto efebico si innamora del suo professore di letteratura, mentre la madre del ragazzo, stanca del noioso e troppo serio marito, si consola nelle braccia di un altro uomo. Una sceneggiatura semplice esaltata dalla solennità e dalla precisione della lingua, un’ottima recitazione e un messaggio di fondo che personalmente non mi aspettavo potesse essere così profondo e contemporaneo. Non ci sono colpi di scena eclatanti, il film non vuole stupire il pubblico e nemmeno vuole illuderlo…la narrazione sempre ben articolata rallenta il suo ritmo solo quando il regista vuole farci riflettere su alcune domande che incarnano poi il messaggio cardine del film.
Quando il Professor Grant riceve un sonetto d’amore da parte del giovane Emerson e chiama il ragazzo in classe per affrontare la situazione, allora tutto il film inizia a prender forma rivelandoci tutta l’innocenza insita nell’età adolescienziale e rivelandoci la pragmaticità di un uomo ormai maturo.
Quando il Professor Grant chiede ad Emerson se è gay, il giovane risponde in maniera convincente e convinta di NO. Lui non è gay, lui non è etero, lui vuole solo stare vicino al Professor Grant, perché con il Professor Grant sta bene, perché del Professor Grant si è innamorato. L’innocenza e la franchezza delle risposte di Emerson spiazzano Il Prof. Grant, il quale credendo di dover solo tranquillizzare la presa di coscienza da parte di un ragazzino del suo orientamento sessuale e di trovarsi a parlare di prime esperienze sessuali, di accettazione e di inserimento, si trova di fronte alla verità innocente del sentimento dell’Amore, sentimento universale che coinvolge tutti e che mal si addice se abbinato ad etichette e a scelte di schieramento obbligate.
L’immagine finale rappresenta Emerson con i propri genitori ricongiunti, tutti e tre sotto il caldo di una coperta, Emerson dorme e il padre rivolgendosi alla madre dice “Questo è mio figlio!..E neppure sò cosa stia sognando”.

Roberto Ratti
www.robertoratti.com www.lablog080.blogspot.com

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