Dalla rassegna stampa Cinema

Lobotomizzati da Sharon

…eroica, le fa tutte (o quasi, la scena a tre con bacio lesbo è stata tagliata). . .

La miglior recensione del film scandalo della Stone (guarda il trailer con le scene hard tagliate) è l’espressione finale vacua e lobotomizzata del povero psichiatra, finito in manicomio causa Tramell, vestito come vestivano i matti nei film di Pierino…

Istinto divino
Domande epocali: lo farà, non lo farà?
No, signori, stavolta Catherine Tramell alias Sharon Stone non accavalla, dunque non saprete mai se sotto il vestito niente. L’infido regista Michael Caton-Jones, scelto fra mille dalla diva per firmare il sequel di Basic Instinct, non accetta il confronto con l’originale ed escogita il trucco della sedia: lei solleva le vesti, si siede cavalcioni, ma la spalliera nasconde il problema. Sgombrato così il campo dall’assillante interrogativo, resta il film. E sono guai, perché, se continua la fascinazione per l’icona Sharon Stone, accettarla in questo pasticciaccio brutto richiede sforzo.

Eccitata dal rischio (Risk Addiction è il titolo originale), la scrittrice Tramell, bisessuale of course, inizia bene anzi malissimo: si fa masturbare e masturba un giovanotto guidando a 200 all’ora sulle rive del Tamigi: non ci vuol molto a capire come finirà il prologo una volta divelto il parapetto. Indomita, trascina poi nelle sue spire velenose lo psichiatra criminale che si occupa del suo caso, interpretato da David Morissey, uno sconosciuto che tale resterà.

Istinto truccato
Vorremmo cavarcela con la classe del collega di Newsweek che di fronte al guaio dichiara: «Sharon recita talmente sopra le righe fra sospiri e rantoli e moine, che riesce a trasformare un bruttissimo film in una imperdibile stravaganza da diva».
Non è così, purtroppo. La quasi cinquantenne cita platealmente, si suppone con autoironia, il ruolo che le fu fatale, ma la risata del pubblico è sempre involontaria.
Eppure, eroica, le fa tutte (o quasi, la scena a tre con bacio lesbo è stata tagliata): esibisce come gadget il famoso punteruolo per il ghiaccio, indossa abiti da sirena fuori moda, accende le sigarette con l’accendino-fallo, partecipa (in disparte) a un’orgia con caute riprese dall’alto, si concede nuda all’idromassaggio lussurioso, rivelando con sollievo alle solite invidiose che, sì, anche la divina si è rifatta.
La miglior recensione è l’espressione finale vacua e lobotomizzata del povero Morissey finito in manicomio causa Tramell, vestito come vestivano i matti nei film di Pierino.

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