Dalla rassegna stampa Cinema

Gay e tossici ballano Puccini

MUSICAL RENT … parla di 525.600 minuti degli artisti gay e tossici dell’Aids generation dell’East Village nello stile di Hair. . .

Dopo Il fantasma dell’Opera e Producers, Rent è il terzo musical top di Broadway che s’immola a una riduzione fuori tempo massimo per il gusto medio. Più di tutti questo, che parla di 525.600 minuti degli artisti gay e tossici dell’Aids generation dell’East Village nello stile di Hair. In scena lo show era completamente cantato, qui gli inserti di dialogo che non aiutano la causa, anche perché il regista Chris Columbus, pur con ottimo cast a disposizione (quello del teatro, più Rosario Dawson) non ha il gusto del musical, eccetto che in due scene di gran ritmo, il tango e il blues in metrò.
Sorretto da una partitura senza slanci di Jonathan Larson, l’autore che morì la sera prima del debutto, e da uno sviluppo narrativo tutto orizzontale, il film si affida ai fans di stretta osservanza e attualizza le sexy sregolatezze della vita di Bohème con 30 secondi di Puccini nel finale quando la new Mimì muore e rinasce.

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