Dalla rassegna stampa Cinema

Il nuovo film diretto da Atom Egoyan «FALSE VERITÀ». Il buio dietro le quinte

… Il film, che non manca di piccanti scene erotiche durante ambigue orge con le ragazze di turno, vede, tra l’altro, i due protagonisti confrontarsi anche con la propria omosessualità. . .

Firth e Bacon, comici di successo dalla doppia vita

ROMA – Da una parte il mito di una coppia di comici Usa diventati superstar anche grazie alla tv nascente degli anni Cinquanta, dall’altra la loro torbida storia privata, fatta di sesso, omosessualità e droga. È False verità, il noir del regista canadese Atom Egoyan liberamente ispirato al best seller di Rupert Holmes, passato in concorso a Cannes e dal 14 aprile nelle sale italiane. Una carriera di successo quella del posato Vince Collins (Colin Firth) e dell’esuberante Lanny Morris (Kevin Bacon) interrotta bruscamente quando nella loro stanza d’albergo viene trovato il cadavere di una ragazza. Quindici anni più tardi, un’intraprendente giornalista, Karen O’Connor (Alison Lohman), vuol saperne di più e scoprirà più di un cadavere nell’armadio di questi eroi dello show business americano degli Anni ’50. Un’inchiesta, la sua, di una ragazza disposta a tutto, che la coinvolgerà direttamente mano a mano che si avvicina alla verità. Il film, che non manca di piccanti scene erotiche durante ambigue orge con le ragazze di turno, vede, tra l’altro, i due protagonisti confrontarsi anche con la propria omosessualità. Oggetto di censura ai 17 anni negli States, nonostante il regista Egoyan abbia fatto di tutto per evitarla: «Negli Usa ho avuto enormi problemi – dice – è stato vietato, emarginato, ma non c’è stato nulla da fare. Secondo me non c’è nessuno scandalo in questo film. Che mette in scena più che le nudità la vulnerabilità emotiva dei personaggi». False verità, che in Italia deve ancora passare la commissione censura, non ha messo in imbarazzo sicuramente Firth impegnato in più di una scena di nudo: «tutti pensano che le scene di sesso siano quelle più difficili da fare per noi attori, ma non è vero. C’è difficoltà solo nel primo momento, ma dopo dieci minuti diventa tutto normale. Sono altre le cose difficili da recitare. Ad esempio, picchiare qualcuno fino a morte, questa è una cosa veramente disturbante o fare una scena di isteria». Il libro di Rupert Holmes (di prossima pubblicazione per la Fandango) è esplicitamente ispirato alla coppia Jerry Lewis e Dean Martin, spiega il regista, «ma nel libro lo scrittore si era preso troppe libertà, cosa che avrebbe potuto creare problemi legali, e così ho fatto più di un cambiamento nella sceneggiatura. Mi interessava mettere in scena il contrasto tra l’aspetto pubblico di questi due comici generosi e disponibili davanti alla macchina da presa, e la loro cinica vita privata». In questo film che ricorda «i film noir anni Settanta c’è stato anche il gioco perverso di utilizzare l’immagine pulita di attori come Firth e Bacon che viene poi letteralmente distrutta durante la storia». In attesa di essere impegnato nel lungamente annunciato film di Brian De Palma (Toyer), Firth ha appena finito di girare The Last Legion di David Leland tratto dal romanzo di Valerio Massimo Manfredi in cui ha il ruolo di un legionario deluso e cinico alla fine dell’Impero Romano».

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