Dalla rassegna stampa Cinema

Sharon Stone sexy e letale

A tredici anni di distanza torna a vestire-svestire i panni di Catherine bisessuale, giallista e (forse) serial killer – Numerose le scene hard

SEMPRE grati saremo a Sharon Stone per le matte risate che una sua dichiarazione di singolare bizzarria, nascosta nel mezzo d’una intervista affatto banale, ci procurò alcuni mesi fa. Che errore non averla trascritta. Citiamo a memoria. Sembra che a nessuno interessi più vedermi nuda. La folgorante frasetta era frutto ironico di incredulità e amarezza, in parti uguali. Passati i quaranta, superata una grave malattia, la diva s’era scoperta emarginata da Hollywood. Poche offerte di lavoro, quasi tutte di basso profilo. E neanche un produttore che la stesse ad ascoltare quando si offriva di interpretare il sequel del film che l’aveva resa celebre. I tanti no non l’hanno piegata. Alla fine l’ha avuta vinta lei. A tredici anni di distanza torna dunque a vestire/svestire i panni di Catherine Tramell, bisessuale, giallista di successo, nonché (forse) serial killer a colpi di rompighiaccio (la sceneggiatura originale, saggiamente, non chiariva il punto, lasciando aperta la porta alla tesi lei è buona; solo, porta tanta sfiga). Assassina o no, anche qui chi la avvicina muore. Succede nei primi minuti al malcapitato idiota che pensa bene di darle piacere durante una folle corsa in automobile. Tutt’altro che strano, date velocità e disattenzione, che la macchina finisca nel Tamigi. Ma qualche dettaglio incongruo porta Scotland Yard a dubitare che si sia trattato di un semplice, per quanto assurdo, incidente, e che lei abbia salvato la pelle perché così stabilito dall’imperscrutabile caso. Scatta l’indagine.

La donna dovrà vedersela con un detective e con uno psicologo, ancor più temibile e però ancor più esposto alle sue arti di seduttrice. Lo impersona David Morrissey, che ha ottenuto la parte al termine di una lunghissima selezione, sbaragliando una folta e qualificata concorrenza.

La sua carta vincente: la perfetta intesa con la protagonista nelle sequenze erotiche. Numerose, ardite, anche in variante lesbo, tali scene rappresentano l’autentico cuore del film. La Stone non si risparmia (pur se è lecito sospettare il ricorso a una o più controfigure). E non dimentica di replicare l’accavallo. Confermando di non gradire mutandine? Questo non si rivela.

BASIC INSTINCT 2

Regia di MICHAEL CATON-JONES

Con SHARON STONE, DAVID MORRISSEY, CHARLOTTE RAMPLING

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