Dalla rassegna stampa Cinema

Anche Hitler riesce a far ridere

Mel Brooks ha fatto da padrino a Roma al remake del suo primo film «The Producers», diretto da Susan Stroman

Nel ’69 con gli irresistibili Mostel e Wilder vinse l’Oscar per la sceneggiatura
Un’ impresario teatrale, un esattore delle tasse e una tentata truffa con un musical sul dittatore

Roma. Esce oggi nei cinema «The Producers», remake del film del 1968 (uscito da noi con il titolo «Per favore non toccate le vecchiette»). Sembra che per il regista Mel Brooks, a quarant’anni dalla prima edizione di «Producers», prendere in giro Adolf Hitler resti sempre un sottile piacere: «Potete scommetterci. Mai smesso di odiarlo. Ridicolizzarlo in un musical è sempre un buon modo per ricordare al mondo l’assurda tragicità del suo personaggio. E funziona: l’ho visto andando alla prima del musical a Tel Aviv. Era una situazione delicata, ma io sono ebreo e dovevo esserci. E gli israeliani hanno riso come matti».
«Certo – aggiunge – ci vuole coraggio anche nel cinema. E c’è chi ne ha più di me: Roberto Benigni. Lui ha avuto il coraggio, che io non ho mai avuto, di entrare con un film in un campo di concentramento. Riesco a prendere in giro i nazisti, ma non entrare in un lager».
Il fattore «politicamente corretto» non è mai andato a genio a Mel Brooks, e «The Producers» è il trionfo del molto scorretto: «Io sono del tutto politicamente scorretto. Non potrebbe essere altrimenti, mi annoierei. E i miei amici gay di New York hanno adorato il film: è una celebrazione della dolcezza, della sensibilità, della scintilla geniale che risiede per definizione nell’omosessualità».
Ma cosa fa ridere Mel Brooks nel 2006? «La stupidità degli uomini. La guerra in Iraq, ecco cosa mi fa ridere. Rido se penso a che ci stiamo a fare laggiù e cosa ci abbia mai fatto quel povero popolo iracheno. Rido quando mi viene l’idea che potrei farci sopra un musical. Lo chiamerei “Iraq Follies”. La prima la farei alla Casa Bianca».
I remake sono sempre pericolosi, soprattutto quando l’originale è un capolavoro conclamato qual è «The Producers», primo film diretto da Mel Brooks, considerato uno dei suoi migliori ed un cult della storia del cinema. Il film rischiò di non uscire: Joseph E. Levine, produttore della pellicola, disse a Brooks che la sua opera, inizialmente intitolata «Springtime for Hitler» (il nome dell’immaginario spettacolo portato in scena nel film) non era abbastanza divertente. Fu solo grazie all’insistenza di Peter Sellers che Levine si convinse a distribuirlo, anche se con un titolo diverso.
Nel 1969 il film si aggiudicò l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale.

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