Dalla rassegna stampa Cinema

Oscar, «Crash» batte i cowboy gay

Tre statuette a testa per il film di Haggis, «Brokeback Mountain», «King Kong» e le geishe – Ad Ang Lee il trofeo della regia. Clooney (sconfitto) è solo migliore «non protagonista»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK – La 78? edizione degli Academy Awards che si è svolta domenica sera al Kodak Theatre di Hollywood passerà alla storia come l’Oscar delle sorprese. Brokeback Mountain , universalmente considerato il superfavorito della vigilia, non ha fatto incetta di statuette, riuscendo a trasformare in premi soltanto 3 delle sue 8 nomination: regia, colonna sonora e sceneggiatura non originale.
A sottrargli il premio più prestigioso, miglior film, è stato Crash di Paul Haggis, sul razzismo a Los Angeles (costato solo 6,5 milioni di dollari) che ha vinto l’Oscar anche per la miglior sceneggiatura originale e il miglior montaggio. Nell’intera storia dell’Oscar, soltanto 20 volte l’Academy ha disgiunto i premi di miglior film e regia. In un anno in cui sono mancati «assi pigliatutto» alla Titanic , Schindler’s List e Il signore degli anelli , la giuria si è mostrata altrettanto munifica con Memorie di una geisha e King Kong . Anch’essi hanno ricevuto 3 premi: scenografia, costumi e fotografia il primo; effetti speciali, missaggio e montaggio audio il secondo.
I grandi sconfitti della serata sono stati Steven Spielberg e George Clooney. Nonostante sia stato nominato «film dell’anno» da schiere di critici in tutto il mondo, il coraggioso e provocatorio Munich (5 nomination) di Spielberg è tornato a casa a mani vuote. La stessa sorte è toccata all’altra pellicola ad altissimo quoziente politico: Good night and good luck , ben 6 nomination, rimaste tali. Il suo regista Clooney si è dovuto consolare con l’Oscar di attore non protagonista per Syriana; dopo aver avuto il macabro onore di presentare il clip per onorare i defunti del 2005, ha dettato il proprio epitaffio: «George Clooney, vincitore di un Oscar, uomo più sexy del pianeta nel ’97, interprete di Batman , morto in uno strano incidente stradale».
Tra i delusi anche i tre italiani in gara. La regista di La bestia nel cuore Cristina Comencini si è vista soffiare il premio di miglior film straniero dal sudafricano Gavin Hood ( Il suo nome è Tsotsi ), che nel suo discorso ha ringraziato «gli altri registi stranieri con cui ho stretto forti legami di amicizia». La scelta di Philippe Seymour Hoffman come miglior attore per Truman Capote era scontata, quanto quella di Rachel Weitz, migliore attrice non protagonista per The Constant Gardener . Nel day after molti s’interrogano se, nel segreto dell’urna, la Hollywood sedicente liberal abbia avuto paura di premiare Spielberg e Clooney (ma anche Felicity Huffman di Transamerica e Ledger e Gyllenhaal di Brokeback Mountain ) per le ramificazioni che ciò avrebbe potuto avere sui dibattiti interni più scottanti del momento: Medio Oriente, Patriot Act, Intercettopoli, matrimonio gay.
A tenere alto il profilo politico della serata, oltre ai film in gara, ci ha pensato il presentatore Jon Stewart. Il comico più liberal e talentuoso della tv Usa ha ironizzato su Dick Cheney, la guerra in Iraq, Angelina Jolie, il maschilismo di Hollywood, il partito democratico, gli spot negativi delle campagne elettorali repubblicane, gli Stati rossi (quelli che votano repubblicano) che temono «la Sodoma e Gomorra hollywoodiana» e la dilagante pirateria che sta minando i profitti della Mecca del cinema ed è stata uno dei leit motiv della cerimonia («Per colpa vostra le attrici stasera non possono neppure permettersi vestiti che le coprano», ha detto).
Non sono mancate battutine su Clooney, Russel Crowe, Spielberg. Dopo un divertentissimo montaggio di clip western – ricuciti ad hoc per dimostrare che i cowboy gay ad Hollywood esistono da sempre – la politica ha dominato anche i discorsi di ringraziamento. «Hollywood ha parlato di Aids quando nessuno osava farlo e ha dato un Oscar all’afro-americana Hattie McDaniel nel 1939, quando i neri erano relegati in fondo ai teatri – ha riassunto un applauditissimo Clooney -. Sono orgoglioso di fare parte di questa comunità».

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