Dalla rassegna stampa Cinema

"Io, nuda a 50 anni vi sbalordirò tutti"

Esce il 31 marzo il seguito di “Basic Instinct”. Abbiamo incontrato a Los Angeles la protagonista del film con David Morrissey al posto di Douglas

Anche qui ci sono sequenze scandalose, piene di sesso. Alcune delle scene più audaci sono sopravvissute ai tagli
Non consiglio alle donne gli atteggiamenti di Catherine Tramell Non serve usare il sesso per ottenere successo e potere
Quando il film arriverà in sala io avrò 48 anni Rappresento Dior e tanto di cappello a un marchio che sceglie me, una donna matura
Nella scena più provocante ho fatto assumere alla protagonista atteggiamenti adatti a un mafioso

LOS ANGELES – Esce il 31 marzo, dopo 14 anni di attesa, il seguito del thriller Basic Instinct, il film del 1992 che ha lanciato Sharon Stone. La scena dell´interrogatorio con il mitico accavallamento di gambe è entrata negli annali della storia del cinema. Da alcune settimane circola su Internet un trailer piuttosto hard del film, diretto dall´inglese Michael Caton-Jones nei Pinewood Studios di Londra, ma per la versione finale numerose scene, quelle più spinte, sono state tagliate per evitare il divieto ai minori di 17 anni. La Stone, 47 anni, torna nei panni della provocante giallista Catherine Tramell, di nuovo sotto indagine per una serie di omicidi che ricalcano fedelmente quelli descritti nei suoi libri. A sospettarla è uno psichiatra legale interpretato da David Morrissey, che sostituisce il detective di Michael Douglas del primo “Basic Instinct”.
Completo pantalone nero Fendi, collana con doppio cuore Bulgari, capelli biondi lunghi e lisci, madre single di due figli adottivi, la Stone si presenta al nostro incontro al Four Seasons di Los Angeles – l´unico concesso prima della partenza per l´Europa – con un´ora di ritardo. «Sono stata presa in ostaggio dai truccatori», esordisce, «Ma almeno ora sono bella. Creda, non ero così quando mi sono svegliata».
Cosa è successo a Catherine Tramell in questi anni?
«Mi sono inventata una storia per lei. Ho pensato che a San Francisco poteva aver avuto un esaurimento nervoso, del resto succede a molti (è chiaro che si riferisce al suo matrimonio fallito con il giornalista Phil Bronstein, ndr), e deve andarsene prima di far fuori troppe persone, e anche questo potrebbe capitare a molti. Ho pensato: è andata in Arizona o in Colorado in un ranch con i cowboy, è diventata brava a pescare, cacciare e vivere di notte con gli animali, ma non si diverte. Allora, forse, è andata a vivere in Germania. Ma anche lì è rimasta delusa, immaginava Berlino più interessante e dark di quanto non sia. Così è finita a Londra, che è diventata quello che una volta era Parigi: una vita metropolitana vivacissima, in cui lo studio dello psichiatra ha sostituito la discoteca come provocante luogo d´incontri. E in questo viaggio s´accorge che mentre il suo primo istinto “basic” era la sopravvivenza, il secondo è la corruzione degli animi: la gente sollecita il peggio negli altri, ma poi rifiuta di assumersene la responsabilità. Un fenomeno molto comune».
Cioè?
«Guardi la politica, il sistema scolastico, il mondo del lavoro. Prenda il giornalismo: se hai tre fonti puoi pubblicare la storia, anche se sai che sono false. Oggi la verità nel giornalismo è un´anomalia. È una cosa che spezza il cuore».
“Basic Instinct 2” provocherà lo stesso scandalo del primo?
«Sappiamo che il primo film fece molto scalpore per il modo esplicito in cui parlava di sesso. Già all´epoca trovai un fatto positivo che si parlasse di temi anche scomodi. Succederà anche con il seguito. Trovo fantastico che un film di cassetta spinga a discutere».
Quel film fece scandalo soprattutto per la scena in cui lei accavallava le gambe. C´è qualcosa di simile nel secondo?
«Quando uscì il film mia madre e mio padre vivevano in una piccola città e tutti telefonavano pieni di curiosità: come ti senti con tua figlia che fa la lesbica, che si presenta nuda… e mia madre, calma, rispondeva: “Sono molto più preoccupata che mia figlia faccia la parte di una killer psicopatica, ma grazie per la telefonata!”. Mia madre, che è donna di buon senso, aveva colto il nodo centrale. Sì, ci sono sequenze piene di sesso anche nel secondo film. Immagini che faranno sentire a disagio lo spettatore. È curioso, ma alcune delle scene più audaci sono sopravvissute ai tagli. Se fossi in voi non arriverei in ritardo alla proiezione: nei primi quattro minuti ci sono cose molto interessanti. Ho rischiato la vita girando quei primi quattro minuti, sono le scene più impegnative che io abbia mai girato».
Cosa intende?
«Beh, pagate il biglietto e lo saprete. Dico solo che per realizzare quella sequenza ci abbiamo messo quattro giorni. Giravamo a Londra nei giorni dell´attentato. Eravamo tutti stressatissimi, avevamo incubi la notte, anche se io cercavo di essere forte e coraggiosa. Ma la mattina dopo aver finito non riuscivo a vestirmi, singhiozzavo nel bagno. Poi mi hanno detto che c´era stato l´attacco terrorista. Era troppo. Sono tornata a casa, ho portato il bambino al sicuro, abbiamo messo da parte acqua e viveri, poi sono andata sul set e alla fine della giornata non potevamo nemmeno tornare a casa per via delle bombe. Ho rimandato il bambino a Los Angeles: io ero a pezzi».
Che rapporto ha con sesso e potere?
«Catherine Tramell dà l´impressione di comportarsi come un uomo. Ma non è un comportamento che consiglierei alle donne. Noi abbiamo tanto da offrire al mondo, non credo sia necessario usare il sesso per ottenere successo e potere».
Come avete scelto le scene di nudo e sesso?
«Mi sono interrogata a lungo su come avremmo affrontato la questione. Di certo, il pubblico si aspetta scene provocanti. Ma ho pensato che sarebbe stato un errore esporre tutto e subito. E che se fosse stato necessario il nudo totale, avrebbe dovuto essere così sbalorditivo da risultare disturbante e minaccioso. Quando il film arriverà in sala io avrò compiuto 48 anni, rappresento Dior nella linea bellezza per la pelle, e tanto di cappello a un marchio che sceglie me, una donna matura. Ho pensato: sarebbe intrigante presentare la mia nudità in modo sfacciato. Mi creda se dico che sono stata io a spingere per mettere più sesso nel film».
Quanto “sfacciato”?
«La scena che troverete forse più intrigante è quella nell´idromassaggio in cui ho fatto assumere a Catherine comportamenti simili a quelli che potrebbe avere un mafioso. Ha presente quando certi uomini parlano d´affari chiusi in una sauna? Hanno quel modo di usare la nudità come fosse un´arma. Oppure quando nel pieno di una riunione cominciano a toccarsi dappertutto? Ecco, Catherine è un po´ così. Dice: sì, sono nuda, e vieni qui se ne hai il coraggio. La gente penserà: “guarda che sfacciata, è nuda, e dire che non ha 20 anni”. Nel cinema è del tutto inusuale: ma volevo che la gente vedesse che aspetto ha una cinquantenne nuda».

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