Dalla rassegna stampa Cinema

Radio show e cowboy: il maestro colpisce al cuore

«A prairie home companion» trabocca di musica e malinconia come «Nashville»

Per la serie «coincidenze», Robert Altman compie i suoi incredibili 81 anni il 20 febbraio prossimo ovvero il giorno dopo la chiusura del FilmFest. Viene spontaneo chiedersi: quale regalo più adatto di un Orso d’oro? Ma lasciamo la giuria decidere da sola (e magari sbagliare), tanto più che il regalo il Missouriano l’ha fatto a noi. Trent’anni dopo Nashville, mi azzardo a dire che A Prairie Home Companion è un film non meno bello: simile e insieme diverso, traboccante di musica, umorismo e malinconia, ma aggiornato al tempo presente. Ispirato a una popolare trasmissione radio che va avanti dal ’74, ideata e animata da Garrison Keillor che è l’autore del copione e l’ameno protagonista del film, il racconto si svolge interamente durante la serata d’addio del Fitzgerald Theatre di St. Paul destinato a diventare un garage. Per inveterata abitudine non c’è soluzione di continuità fra le chiacchiere fuori scena e lo show, un susseguirsi di esibizioni musicali, pubblicità, barzellette e improvvisazioni. Fra le quinte tiene in mano le redini un Kevin Kline alla Ronald Colman, mentre Keillor dirige il traffico sulla scena annunciando volta a volta le canterine sorelle Meryl Streep e Lily Tomlin, i cowboys parolacciari Woody Harrelson e John C. Reilly e altri non meno bravi. Inclusa la piccola Lindsay Lohan, figlia di Meryl, che comincia scrivendo poemi sul suicidio e per fortuna cambia idea.
Fra le quinte aleggia comunque la Morte, una Virginia Madsen con l’impermeabile bianco, e in effetti qualcuno se ne va anche se lo spettacolo continua: e forse nel contesto la donna fatale è l’unica nota un po’ stonata, starebbe meglio in un copione intellettualistico di Prévert. Perfetto è invece il cammeo del neoacquirente Tommy Lee Jones, che di fronte al busto bronzeo di Scott Fitzgerald orgoglio locale non si perita di chiedere: «Chi è?». Sedotto dalla bianca signora, il filisteo uscirà di scena: ma al punto in cui è arrivata la società americana (solo americana?) non è con la sparizione di un Bush qualsiasi che le cose potranno cambiare. Il teatro chiuderà ugualmente dopo l’ultimo coro della compagnia schierata, che intona classici come «Red River Valley» e «In the Sweet By and By». Travolti dall’emozione, bisogna darsi dei pizzicotti per ricordare che non possiamo correre in palcoscenico ad abbracciare tutti, Altman incluso. Suggestiva metafora che colpisce al cuore, A Prairie Home Companion è soltanto un film.


Altman ritorna al country «Una scelta anche politica»
Il regista a Berlino: racconto un mondo insensibile alla Storia
L’idea del film è nata dalla trasmissione radiofonica preferita da mia moglie: lei non perde una puntata

DAL NOSTRO INVIATO
BERLINO — I Radio Days di Robert Altman sono lontani. «La radio ha sempre fatto parte della mia vita, mi è molto cara. Da ragazzo mi piaceva ascoltarla sdraiato sul pavimento. E la mia prima esperienza nel mondo dello spettacolo è stata la scrittura di un radiodramma». Così, arrivato a 81 anni, il grande maestro americano torna a quell’antico amore con un film che rende omaggio alla radio ma anche a quel mondo del country che già aveva celebrato 30 anni fa con
Nashville. E 30 anni di vita ha anche
A praire home companion,
lo show radiofonico di Garrison Keillor che dà il titolo al film, ieri osannato alla Berlinale. Show popolarissimo negli Usa, che tra i fans ha pure la moglie del regista. «Kathrine non ne perde una puntata — racconta Altman —. E di conseguenza lo ascolto spesso anch’io».
Così quando ha saputo che Keillor era a sua volta un grande ammiratore dei suoi film e avrebbe fatto carte false perché lui ne girasse uno sulla trasmissione, la scintilla è scattata: «Il programma di Garrison è un mix di radio e teatro, per me un richiamo irresistibile». E per ricreare qualcosa di già perfetto tanto valeva usare gli stessi protagonisti, Garrison in testa, affiancato però da alcuni attori cari al regista come Meryl Streep, Lily Tomlin, Kevin Kline, Woody Harrelson. Tutti impegnati anche come cantanti. E con risultati altamente professionali.
«Non è stato facile, ho dovuto andar a lezione — spiega Streep —. Ma la situazione era troppo divertente. E poi è talmente raro lavorare in gruppo, sempre insieme, persino a cena. Capita solo in teatro. Bellissimo». A proposito di teatro quest’estate lei debutterà a New York con «Madre Coraggio» di Brecht. «Reciterò all’ aperto, al Central Park, dove non si paga. Un biglietto a Broadway costa 100 dollari, molti non se lo possono permettere, ma io credo che il teatro sia un diritto, dovrebbe essere accessibile a tutti». Rispetto a New York dove Streep vive, la cittadina del Minnesota dove lo show viene mandato in diretta sembra lontana anni luce. Come quelle musiche così ingenue che dello show sono l’anima. «Eppure sono la memoria dell’infanzia di tutti noi americani — assicura l’attrice — qualcosa che ha a che fare con un’innocenza perduta. Da noi e da tutti gli esseri umani».
Un mondo a parte, tenero e un po’ patetico come una vecchia foto. «Quel che accade fuori di lì sembra non toccare i personaggi — interviene Altman —. Questo fa riflette su un certo ambiente americano impermeabile alla storia. La guerra in Iraq, per meglio dire la campagna di bombardamenti, non sfiora nessuno di loro».
In questo senso, il film, prosegue il regista, «diventa politico». «Non avrei potuto farlo in nessun altro momento, è lo specchio di una parte d’America d’oggi». Un’America divisa tra l’apparente bonarietà del country e un puritanesimo avido, sordo a qualsiasi richiamo dell’arte. Perché negli Usa come altrove i teatri chiudono, al loro posto nascono supermercati e garage, nuovi luoghi di culto. Ma la musica, anche se sfrattata, continua».
Il 5 marzo, ad Altman verrà consegnato il primo Oscar della sua vita, alla carriera. «No, non mi spiace di non averne ricevuto altri prima. E’ bello che tutti i miei film vengano premiati in un colpo solo».

Giuseppina Manin

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.