Dalla rassegna stampa Cinema

I Cowboys sono il mio punto debole.

QUALCUNO doveva pur scriverlo, e quel qualcuno posso benissimo essere io.

Non ho visto “Brokeback Mountain” e non ho intenzione di vederlo. Di fatto, quei cowboys dovrebbero prendermi al lazzo, trascinarmi nel cinema e legarmi alla sedia, ed anche allora io farei tutti gli sforzi possibili per chiudere gli occhi e coprirmi le orecchie.
E io amo i gay. Ho molte conoscenze gay . Buone conoscenze, che sanno di potermi chiamare ad ogni ora se hanno il mio numero di telefono. Io sono per il matrimonio gay , il divorzio gay, per tutto quello che c’è di gay. Semplicemente non voglio vedere due uomini eterosessuali, soli nella prateria, che si innamorano, si baciano e si abbracciano e quant’altro. Tutto qui.
E’ cosi terribile? Questo significa che sono omofobico ? E se lo sono pazienza. Perchè potete chiamarmi come volete, ma io non andrò comunque a vedere quel film. Con mia sorpresa, ho scoperto di avere degli amici eterosessuali che non solo sono andati a vedere il film, ma che lo hanno anche apprezzato.
“Una delle più belle storie d’amore di tutti i tempi” mi ha detto uno entusiasta.
Un’altro è venuto a dirmi “O mio dio, ci si dimentica del tutto che si tratta di due uomini, a te in particolare piacerà tantissimo”.
“Perchè a me ?” “Perchè si, credimi” Ma io non gli credo, se due cowboys, icone maschili, veri maschi al 100%, possono soccombere, che possibilità di salvarmi ho io, maschio al 50 o al 25%, dipende da chi ho a che fare in quel momento. Io sono una persona suscettibile, molto influenzabile, uno per sua natura molto dipendente dagli altri, non capace di resistere a qualsiasi venditore. Quando entro in un grande magazzino i commessi fanno a gara per raggiungermi per primo. Mia moglie non mi lascia guardare la pubblicità a causa di tutte quelle cianfrusaglie che ho ordinato e che ora giacciono accatastate nel garage. Il mio armadietto dei medicinali è pieno di vitamine e cure per la calvizie.
Quindi, chi mi dice che io non mi appassioni di tutto quello che è il gay businness ? Diciamolo francamente, in tutto questo c’è un richiamo molto forte. So di essermi sempre trovato a mio agio con gli uomini. Non ho mai camminato avanti e indietro nella mia stanza provando cosa dovevo dire per chiedere a un uomo di andare a vedere un film con me. E solitamente non si paga per andare con gli uomini, cosa che naturalmente è la loro caratteristica più attraente. E i tipi gay sembrano sempre divertirsi più degli altri. Alle feste di Natale a cui ho partecipato, erano sempre loro quelli che cantavano.
Ragazzi che avevano proprio l’aspetto di quelli che si divertono.
Anch’io avrei voluto cantare, ma questa ingombrante, imbarazzante eterosesualità che mi sento addosso come una sella, non me lo ha mai permesso.
Io lo so, se vedessi quel film, quella voce che nella mia mente si diverte a torturarmi, avrebbe di che divertirsi, “Ti piacciono quei cowboys eh? Avanti ammettilo, sono proprio attraenti. Non mi puoi ingannare, sei gay. Su, smettila di combattere con te stesso, sei gay, sei gay.” Non che ci sia niente di male in questo.

dal New York Time, January 1, 2006

(trad. Roberto Mariella)

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