Dalla rassegna stampa Cinema

Trionfano agli Oscar i cow-boys gay di «Brokeback Mountain» (otto candidature)

Trionfano agli Oscar i cow-boys gay di «Brokeback Mountain» (otto candidature) e l’impegno politico di George Clooney (tre candidature personali) in un anno dove le scelte della Academy sono state dominate da questi due temi

WASHINGTON – Trionfano agli Oscar i cow-boys gay di «Brokeback Mountain» (otto candidature) e l’impegno politico di George Clooney (tre candidature personali) in un anno dove le scelte della Academy sono state dominate da questi due temi. Le cinque pellicole in lizza per l’Oscar per il miglior film dell’anno vedono protagonisti gay – i cow-boys e lo scrittore Truman Capote (Capote) – o affrontano problemi impegnativi: il razzismo quotidiano di “Crash”, la caccia ai comunisti nell’America degli anni ’50 di “Good Night, and Good Luck”, il dialogo sanguinoso del Medio Oriente con “Munich”. In questo clima è fiorito il notevole successo personale di George Clooney premiato tre volte quest’anno dalla Academy per tre talenti diversi mostrato in due film impegnativi: come regista e come sceneggiatore e come attore (non protagonista) per il complesso “Syriana”. L’ironia è che Clooney avrebbe potuto conquistare una quarta candidatura, come produttore di “Good Night”, se non avesse deciso di lasciare invece tutto il merito al co-sceneggiatore Grant Heslov. Il film da battere, quando il 5 marzo saranno consegnati gli Oscar al Teatro Kodak di Los Angeles, sarà «Brokeback Mountain» che con le sue otto candidature è in pole position per la vittoria più prestigiosa, quella per il miglior film dell’anno. Anche il regista Ang Lee, che è riuscito a trasformare una storia d’amore gay in un film romantico e appassionante, è favorito a conquistare la statuetta il 5 marzo anche se dovrà vedersela con Clooney (la Academy è sempre molto generosa con gli attori che si cimentano come registi), con Steven Spielberg (Munich), con Paul Haggis (Crash) e Bennett Miller (Capote). I tre protagonisti di «Brokeback Mountain» si sono tutti aggiudicati candidature nelle rispettive categorie. Heath Ledger non sembra comunque avere troppo speranze contro il formidabile Philip Seymour Hoffman nei panni dello scrittore gay Truman Capote. Nella battaglia potrebbero inserirsi Joaquin Phoenix (che in «Walk the Line» ha impersonato il cantante Johnny Cash) e David Strathairn (il giornalista di «Good Night») mentre per Terrence Howard (il magnaccia che vuole fare il rapper di «Hustle and Flow») è già un premio la candidatura. In campo femminile troviamo come favorito un altro personaggio gay, la bravissima «casalinga disperata» Felicity Huffman di ‘Transamericà. Se c’è un minimno di giustizia nella vita, l’Oscar dovrebbe essere suo. Tra le altre quattro nominate la più insidiosa appare Reese Witherpsoon (Walk the Line) nel ruole di June Carter, la moglie di Cash. Le altre candidate sono la veterana Judi Dench (Mrs. Henderson Presents), la splendida Keira Knightley (Orgoglio e Pregiudizio) e la sorprendente Charlize Theron (di nuovo imbruttita in «North Country»). Senza molte sorprese le scelte per la miglior attrice non protagonista. La favorita Rachel Weisz (The Constant Gardner) ha fatto strage di premi e dovrebbe vincere anche l’Oscar. In campo maschile il favorito resta George Clooney (Syriana) con Paul Giamatti (Cinderella Man) come principale avversario. Una ondata di voti per «Brokeback Mountain» potrebbe alzare le quotazioni di Jake Gyllenhaal mentre senza speranza appaiono Matt Dillon (Crash) e William Hurt (A History of Violence) che ha conquistato la quinta candidatura a spese del più quotato Frank Lagella (Good Night). Il kolossal «King Kong» ha dovuto accontentarsi di quattro candidature, tutte in categorie minori. Tra le poche sorprese nelle scelte della Academy c’è l’assenza di «Walk the Line» tra i cinque migliori film dell’anno. Da notare, nella competizione per il miglior film straniero, la presenza del film palestinese «Paradise Now». Durante la serata degli Oscar, che sarà presentata dal comico Jon Stewart, sarà consegnato un premio alla carriera al regista Robert Altman.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.