Dalla rassegna stampa Cinema

La coppia felice non esiste Neanche nel cinema gay

…I segreti di Brokeback Mountain è innanzitutto questo: un film romantico ecologista sul potere di seduzione della natura, sulla sua bellezza selvaggia che atterrisce e affascina, sul contrasto tra l’innocenza dello stato di natura e la corruzione della società, della storia. . .

I segreti di Brokeback Mountain , il film di Ang Lee che ha vinto il Leone d’oro all’ultimo Festival di Venezia, si svolge, come è ovvio direbbe persino il signor di Lapalisse, in larga parte tra le montagne del titolo. Almeno per il primo quarto d’ora non le si abbandona neanche per un secondo. Si tratta di montagne che si trovano nello Wyoming, uno stato del nord ovest degli Usa, appena sotto il Montana, dove d’inverno deve fare un freddo boia e dove gli eredi degli avventurosi colonizzatori della grande frontiera non devono essere molto numerosi e molto loquaci.
Per questo, forse, regna un grande silenzio e la natura pare pressoché incontaminata e quindi molto bella. Proprio come la si immaginava da ragazzi leggendo i fumetti di cowboy e sceriffi. Proprio come l’abbiamo dovuta intuire tra le righe – con uno sforzo di immaginazione ancora maggiore – vedendo gli spaghetti western girati a Cinecittà.
Jake Gyllenhaal e Heath Ledger, i due protagonisti del film, si muovono tra boschi intatti, dirupi pazzeschi, cime aguzze, strapiombi, altipiani vasti e dolci, fiumi trasparenti e gelidi, gole, prati di un verde smeraldo, radure fatte apposta per tirare il fiato e bivaccare. Insomma, una specie di paradiso terrestre per gli appassionati dell’alta quota, dove non è raro imbattersi in un orso bruno, in un alce dalle corna imperiose, in un falco solenne e regale. Dove gli elementi della natura sono tutti presenti quasi in contemporanea: soli incandescenti, piogge impetuose, nevi immacolate e sfavillanti. La civiltà fa capolino solo nelle forme di un paio di fucili – siamo o non siamo nella patria del winchester? – e di numerose scatole di fagioli, anche queste molto filologicamente corrette.
La full immersion nell’eden in salsa « western » è totale. E cosa possono fare due esseri dotati di un minimo di sensibilità, nel fiore della gioventù, completamente abbandonati a se stessi e alle forze della natura? Ma innamorarsi. Ovvio, direbbe ancora il signor di Lapalisse.
I segreti di Brokeback Mountain è innanzitutto questo: un film romantico ecologista sul potere di seduzione della natura, sulla sua bellezza selvaggia che atterrisce e affascina, sul contrasto tra l’innocenza dello stato di natura e la corruzione della società, della storia. Ang Lee è bravo a non trasformare il film in un documentario alla Geo & Geo . Le immagini sono belle ma pervase da un sentimento trattenuto e potente, capace di rendere l’essenza del rapporto d’amore che si nutre solo di paesaggi, di silenzi, di un corpo a corpo con la natura. Tant’è vero che Brokeback Mountain sarà la sola cornice dove i due amanti vivranno sprazzi di felicità mentre nella società degli uomini non riusciranno mai ad adattarsi.
Ah, dimenticavo, i due amanti sono due uomini. E’ questo che li mette in contrasto con il rude mondo machista del western. Nell’economia del film è l’espediente drammaturgico che innesta il meccanismo che porta alla tragedia. Ma in fondo nulla di molto diverso da ciò che succede in tutte le storie d’amore. Che hanno sempre bisogno – da Giulietta e Romeo a Renzo e Lucia – di un elemento di contrasto, altrimenti di cosa parliamo quando parliamo d’amore? La coppia felice non esiste nel mondo della letteratura e del cinema.
Neanche, of course , quella gay.

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