Dalla rassegna stampa Cinema

I cowboy gay di Ang Lee verso l'Oscar

GOLDEN GLOBES “Brokeback Mountain” di Ang Lee vince come miglior film e regista. Clooney attore non protagonista

Statuetta al palestinese “Paradise Now”. “Lost” e “Desperate Housewives” si impongono nell?ambito tv

Los Angeles
Se non altro la 63esima edizione dei Golden Globe anche se non ha riservato particolari sorprese o una serata eccitante, ha avuto il merito di indicare quali saranno gli sfidanti per la notte degli Oscar, ovvero “Brokeback Mountain” di Ang Lee (migliore regista, film drammatico, canzone originale e sceneggiatura) e “Walk The Line” di James Mangold, migliore film musicale e migliori protagonisti maschile e femminile, ovvero Joaquin Phoenix, superfavorito visto la straripante performance nei panni del cantautore country Johnny Cash e Reese Witherspoon, che recita invece nei panni della sua compagna June Cash.

La coppia di pellicole che ha trionfato alla cerimonia di premiazione si è svolta l’altra notte al Beverly Hilton Hotel, in una serata che ha visto la giuria optare per scelte coraggiose (come l’assegnazione del premio come migliore film straniero al palestinese “Paradise Now”), sarà molto probabilmente la stessa coppia che si sfiderà il prossimo 5 marzo per la statua più ambita, quell’Oscar di cui i Golden Globe sono un gustoso antipasto e spesso anche una sorta di staffetta. Infatti sono spesso i globi a influenzare i giurati dell’Academy, specie negli anni dove non sono stati prodotti capolavori.

Da segnalare che nessun Globo d’oro è andato al cinema italiano. L’unico esponente del cinema di casa nostra ad essere stato nominato era Tony Renis, con la colonna sonora di Christmas in Love. Il premio per la migliore canzone originale è invece andato a “A love that will never grow old”, parte della colonna sonora di “Brokeback Mountain”. Ang Lee ha messo in fila nomi come Peter Jackson, Woody Allen, George Clooney e Fernando Meirelles, confermandosi un prediletto delle giurie.La “casalinga disperata” Felicity Huffman, sbaragliando la concorrenza di Maria Bello, Gwyneth Paltrow, Charlize Theron e Ziyi Zhang, si è aggiudicata la statua di migliore attrice drammatica, per la prova in “Transamerica”, dove interpreta un transessuale, mentre Philip Seymour Hoffman è stato giudicato migliore attore drammatico per la parte in “Capote”, battendo Russell Crowe, Heath Ledger, David Strathairn e Terrence Howard. George Clooney, tra i favoriti con il suo “Good Night and Good Luck”, ha invece vinto il Golden Globe come migliore attore non protagonista drammatico, per la sua interpretazione di un agente della Cia nella pellicola “Syrana”: «A dire il vero credevo che il premio sarebbe andato al collega Paul Giamatti» ha detto con modestia Clooney, che sul palco è sembrato sinceramente sorpreso. Il corrispondente al femminile del premio vinto da Clooney è invece andato a Rachel Weisz per il suo ruolo di attivista in Africa in “The Constant Gardner”, presentato lo scorso settembre sempre a Venezia. Il premio alla carriera è stato consegnato da una raggiante e incinta Gwyneth Paltrow a Sir Anthony Hopkins, che sul palco l’ha abbracciata calorosamente e ha ricevuto la standig ovation dei presenti in sala: «Un premio fantastico – ha detto Hopkins – Ho avuto la fortuna di lavorare con grandi registi e attori, ma voglio ringraziare tutti loro ma anche tutti gli stunt, gli elettricisti, i parrucchieri, e tutti coloro che sono anonimi ma che lavorano più duro di tutti quanti. Grazie a questa industria che con me è stata straordinariamente generosa e grazie a cui ho avuto un favolosa carriera. E non è mica finita».Per quanto riguarda la televisione: “Lost” (in arrivo a marzo su Raidue) è stata giudicata la migliore serie drammatica, mentre “Desperate Housewives” ha vinto nella categoria dei non drammatici. Geena Davis si è imposta come miglior attrice per il suo ruolo di presidentessa degli Usa, “Commander in Chief”, così pure Hugh Laurie ha convinto i giurati nei panni di “rompiscatole” dottor House. Il vecchio ma indomito Paul Newman si è invece aggiudicato il globo per il suo ruolo da non protagonista nella miniserie televisiva “Empire Falls”.

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