Dalla rassegna stampa Cinema

Globe, la notte d’oro di Lee e Mangold

Con «Brokeback Mountain» e «Walk the Line». Miglior film straniero è «Paradise Now»

La 63ª edizione dei Golden Globes, celebrata a Los Angeles nella notte tra lunedì e martedì, è stata una vera parata di stelle del cinema. Quarantacinque, tra attori e registi, si sono alternati sul palcoscenico per premiare i colleghi selezionati dalla Hollywood Foreign Press Association (Associazione della Stampa Estera di Hollywood) tra le ventiquattro categorie in concorso. Cinque gli italiani nella giuria, interamente composta da giornalisti non americani residenti in Califonia: Silvia Bizio (La Repubblica), Armando Gallo (fotografo), Elisa Leonelli (Ciak), Lorenzo Soria (L’Espresso) e Alessandra Venezia (Panorama).
A sbancare la serata sono state due pellicole: «Brokeback Mountain» di Ang Lee con quattro Globes (su sette a cui era nominato) ed il film biografico sulla vita di Johnny Cash, «Walk the Line», di James Mangold, con tre riconoscimenti.
Quella del western contemporaneo, storia di due cowboy omosessuali, già trionfatore della 62ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, era una vittoria annunciata. Oltre al premio come Migliore Film Drammatico, «Brokeback Mountain» si è portato a casa i Globes per il Migliore Regista, Migliore Sceneggiatura (al grande scrittore di romanzi western Larry McMurtry) e Migliore Canzone. Ang Lee, emozionatissimo per aver battuto personalità del calibro di Steven Spelberg («Munich») e Woody Allen («Match Point»), intervistato dopo la consegna, ha ammesso, con una certa cautela, di cominciare a sperare nell’Oscar. Visto l’argomento spinoso del film, che potrebbe essere considerato, dai poco lungimiranti membri dell’Academy, un tentativo di minare le fondamenta del mito della frontiera americana, sarà una strada tutta in salita.
Incetta di premi anche per «Walk the Line», che si è portato a casa il Globe come Migliore Film Comico o Musical. Grande gioia e stupore per i suoi due bravissimi protagonisti, Joaquin Phoenix (che ha superato il favorito Johnny Depp) e Reese Witherspoon (i quali, nella parte di Johnny Cash e della moglie June Carter Cash, hanno interpretatto tutte le canzoni del film): Migliore Attore e Migliore Attrice di Commedia o Musical.
Nessuna sorpresa per la meritata vittoria di Philip Seymour Hoffman, come Migliore Attore Drammatico, la sua interpretazione del grande scrittore americano Truman Capote, nell’omonimo film, ha ricevuto una vera cascata di lodi e lo porterà, quasi certamente, all’Oscar. L’attore, quest’anno, non aveva rivali all’altezza, a parte il solito Russell Crowe. Un Globe come Migliore Attrice Drammatica (nominata anche come Migliore Attrice Televisiva) per Felicity Huffamn, una delle “Casalighe Disperate”, il premio le è stato attribuito per l’interpretazione di un transessuale nel film “Transamerica”. George Clooney si è fermato a scherzare a lungo con i giornalisti dopo aver ricevuto il Globe come Migliore Attore Non Protagonista per “Syriana”, che lo vede nella parte di un agente della CIA. Clooney ha simpaticamente glissato sulle numerose domande a sfondo politico che gli venivano rivolte, facendo notare che, malgrado il film si interroghi sugli interessi degli USA in Medio Oriente, la cerimonia non era né il luogo né il momento adatto per fare un comizio. Rachel Weisz è stata dichiarata Migliore Attrice non Protagonista per “Il giardiniere tenace”, tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carré ed ha battuto la favoritissima Scarlet Johansson, interprete di “Match Point”.
Sono già iniziate le polemiche per la vittoria di “Paradise Now” come Migliore Film Straniero, opera palestinese sui dubbi di coscienza dei kamikaze della striscia di Gaza. Per il versante televisivo hanno trionfato “Lost” (Migliore Serie Televisiva Drammatica), prossimamente in onda sulla RAI e “Desperate Housewives” (Migliore Serie Televisiva Comica o Musicale), grande successo dell’ultima stagione, trasmesso in Italia da Canale 5. Geena Davis, dopo il declino della sua carriera cinematografica, ha trovato una seconda giovinezza in televisione ed ha portato a casa il Globe come Migliore Attrice Televisiva Drammatica per il suo ruolo di primo Presidente degli USA donna, nel telefilm “Commander in Chief”. Hugh Laurie ha trionfato con la sua interpretazione del “Dr. House”, grande successo dell’estate di Italia 1. La miniserie “Empire Falls”, che speriamo di vedere presto in Italia, ha vinto la sua categoria anche grazie al cast, eccezionale per un prodotto televisivo: Ed Harris, Paul Newman (Migliore Attore non Protagonista Televisivo), Philip Seymour Hoffman, Helen Hunt. Il premio Cecil B. De Mille alla carriera è stato consegnato ad Anthony Hopkins. L’attore e baronetto inglese ha smentito ogni notizia su un suo possibile ritiro dalla recitazione: “Invecchiando il lavoro non è più tra le mie priorità e, di conseguenza, non me lo sono mai goduto tanto”.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.