Dalla rassegna stampa Cinema

I cowboy gay di Ang Lee vietati in Utah

…MegaPlex 17 ha deciso di non proiettare nelle sale di Salt Lake City, capitale dello Stato, «Brokeback Mountain», uno dei film più premiati dell’anno. . .

IL CASO

Los Angeles. MegaPlex 17 è una catena di sale cinematografiche dello Utah, lo stato americano famoso per essere abitato da una numerosa comunità di Mormoni. MegaPlex 17 ha deciso di non proiettare nelle sale di Salt Lake City, capitale dello Stato, «Brokeback Mountain», uno dei film più premiati dell’anno (ha vinto la Mostra del cinema di Venezia, è candidato ai Golden Globes e a buona parte dei premi di categoria che precedono le scelte dell’Academy per l’Oscar). Una vera e propria censura quella avvenuta nello stato montano degli Stati Uniti, dovuta al tema trattato nel film di Ang Lee e interpretato da Jake Gyllenhaal e Heath Ledger: la storia contrastata di un amore omosessuale fra due cowboy nei pascoli del Wyoming. Venerdì la pellicola doveva essere nelle sale, ma al suo posto è stato affisso un cartello con la scritta: «C’è stato un cambio nella programmazione: il film “Brokeback Mountain” non sarà proiettato, ci scusiamo per il disagio». Nessuna spiegazione è stata data da parte della proprietà della catena cinematografica, ma c’è un retroscena. Il proprietario, Larry H. Miller (che è anche presidente della squadra di basket Utah Jazz), sino al giorno prima di quello previsto per la proiezione non conosceva la trama di «Brokeback Mountain». Raggiunto giovedì al telefono da un cronista locale, che gli chiedeva del perché della decisione di mostrare il film in uno Stato in cui la pellicola avrebbe suscitato aspre polemiche, Miller aveva risposto: «La mia è una decisione dettata dal marketing, non conosco la trama della pellicola, so che ha ottenuto critiche positive e che c’è attesa anche nello Utah per il suo debutto, non credo di dover essere io ad esercitare la qualifica di comune censore». Miller, però, incuriosito dalla telefonata, ha approfondito l’argomento e ha deciso di togliere il film dalle sue sale. La mancata proiezione ha suscitato polemiche ma anche commenti favorevoli in uno Stato tanto attento alla morale comune proprio a causa della numerosa comunità di Mormoni. «È una iniziativa che mostra ai giovani dello Utah che c’é qualcosa di profondamente sbagliato nel tema si questa pellicola», ha osservato Gayle Ruzicka del gruppo conservatore Utah Eagle Forum. «È una vergogna che un film così bello non possa essere visto dagli spettatori dello Utah a causa di pregiudizi personali», ha commentato un portavoce del gruppo gay Equality Utah. Per Focus Feature, che si occupa della distribuzione, questa censura è stata un passo falso: «Visti gli incassi importantissimi in altre sale di Salt Lake City non rimane molto da dire: sono caduti da soli». Il film sarà nelle sale italiane il 20 gennaio. fr. sc.

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