Dalla rassegna stampa Cinema

GOLDEN GLOBES MOLTO GAY

Pochi giorni all’assegnazione dei Globi d’Oro, spesso precursori degli Oscar. Tra i cowboy gay di ‘Brokeback Mountain’ e padri transessuali, molte le candidature che sfidano le etichette.

HOLLYWOOD – La 63esima edizione dei Golden Globe Awards, il prestigioso premio assegnato ogni anno dall’associazione della stampa estera accreditata a Hollywood, si segnala questa volta per l’alto tasso di gayezza delle candidature. Grande attenzione è stata riservata al film che più di ogni altro in queste settimane sta facendo parlare l’America, ovvero il gay-cowboy-western “I segreti di Brokeback Mountain”, che in settembre ha vinto il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia e che adesso ha conquistato ben sette candidature ai Globi d’Oro.

La premiazione vera e propria avverrà lunedì 16 gennaio ma intanto “Brokeback Mountain” sta già facendo registrare una delle più alte medie di incasso per sala registrate negli ultimi tempi. Il bell’australiano Heath Ledger intanto ha rivelato di non essere stato il primo nome contattato dai produttori: “Ci sono stati molti attori negli ultimi sette anni che sembrava dovessero farlo ma che poi sono stati convinti dai loro manager, agenti, pubblicisti, o anche tutti e tre, di non farlo, perché avrebbe rovinato la loro carriera. Poi all’inizio del 2004 hanno contattato me, che forse ero l’ultimo della lista, e non ci ho pensato due volte prima di accettare”.

Accanto a lui c’è Jake Gyllenhaal, già protagonista del film culto Donnie Darko. “Sia io che Jake – aggiunge Heath – non avevamo il permesso da parte dei nostri agenti di fare questo film. È stata una decisione che abbiamo presi entrambi in modo autonomo sebbene, ad essere sincero, nessuno mi abbia sconsigliato di fare il film.” Che l’aver interpretato il ruolo di un cowboy gay non pare davvero che abbia intaccato la carriera di Heath: non solo ha ricevuto lui stesso la nomination per il Golden Globe come migliore attore, ma lo vedremo a marzo anche nei panni di Casanova nel film omonimo. Gyllenhall invece sta girando in queste settimane “Zodiac”, il nuovo thriller di David Fincher.

Anche il regista Ang Lee è candidato al Globo d’oro e tra i suoi contendenti ci sono nomi come Steven Spielberg, Peter Jackson e Woody Allen. Nonostante Lee sia etero, sposato e con figli, ha evidentemente una certa sensibilità sul tema dell’omosessualità, tant’è che il suo primo successo a livello internazionale nel 1993 fu “Il banchetto di nozze”. Quando gli è stato chiesto che cosa ne pensi dell’omofobia ha risposto: “Penso che quando si parla d’amore, non c’entra se è omosessuale o eterosessuale. Tutti noi abbiamo voglia di romanticismo. Di liberare questo romanticismo. Quindi il mio è un film universale sull’amore. E noi dobbiamo lottare contro l’omofobia, e promuovere un grande sentimento come l’amore.” Il regista è stato intervistato anche dal nostro Roberto Schinardi. Il film intanto continua a suscitare polemiche e alcuni cinema negli USA si sono anche rifiutati di proiettarlo.

Quando lo scrittore è gay
Candidatura come Migliore Attore per Philip Seymour Hoffman, bravo e inusuale attore già visto in film come “Flawless – senza difetti” e “Il talento di Mr Ripley” e che è appena stato giudicato il più bravo del 2005 dalla National Society of Film Critics per il film “Capote”, diretto da Bennett Miller. L’attore interpreta con grande intensità il ruolo di Truman Capote (1924-1984), il giornalista e scrittore autore di libri famosi e discussi, dal crudo “A sangue freddo” al romantico “Colazione da Tiffany”, editi in Italia da Garzanti. Capote era totalmente out e glad to be gay già negli anni ’40, quando certamente l’accettazione dell’omosessualità era molto difficile. Negli anni ’60 poi lo scrittore divenne un personaggio guida nella scena artistica newyorkese, che continuò a frequentare fino agli anni ’70, decennio nel quale amava farsi vedere alla mitica discoteca Studio 54. Il film è incentrato sul periodo in cui Capote stava conducendo ricerche per “A sangue freddo” e si focalizza in particolar modo sul suo strano e doloroso interesse per Perry Smith, condannato a morte per lo sterminio di una famiglia, interpretato sullo schermo da Clifton Collins Jr. “Capote” uscirà in Italia a metà febbraio e vedremo poi Hoffman anche a maggio al fianco di Tom Cruise (con cui aveva già lavorato in “Magnolia”) in “Mission Impossible III”.

Tra gli attori sono candidati anche Johnny Depp per la sua caratterizzazione (invero molto camp) di Willy Wonka in “La fabbrica di cioccolato” di Tim Burton e Nathan Lane (“Piume di struzzo”) per la nuova versione di “The producers” di Mel Brooks, noto da noi come “Per favore, non toccate le vecchiette”.

Largo alle ragazze
Chiudiamo dando il doveroso e meritato spazio alle signore, in particolare alle casalinghe disperate protagoniste di “Desperate Housewives” che è candidata nella sezione dei premi TV come Migliore Serie anche quest’anno e che continua ad essere una delle trasmissioni più viste oltreoceano. Chi ha perso la prima serie (a causa anche di una programmazione abbastanza incostante da parte di Rai Due) la può anche recuperare in DVD. Quasi tutto il cast femminile – Teri Hatcher, Marcia Cross, Eva Langoria e Felicity Huffman – ha ricevuto la nomination nella categoria Migliore Attrice, ma Felicity Huffman è in corsa anche per un film cinematografico di cui è protagonista. Si tratta di “TransAmerica”, una commedia agro-dolce scritta e diretta da Duncan Tucker. La Huffman vi interpreta il ruolo di Bree, ovvero Sabrina, una “rinata cristiana” nonché transessuale in attesa di essere operata per diventare definitivamente una donna. Quando scopre che il figlio Toby (Kevin Zegers) è in prigione decide di attraversare gli USA per aiutarlo ad uscire di galera… L’uscita italiana di “TransAmerica” è prevista nella seconda metà di febbraio.

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