Dalla rassegna stampa Cinema

USA/ L'ATTESO 'WESTERN GAY' DI ANG LEE, FA GIA' PARLARE DI OSCAR

Successi e prime polemiche dopo anteprima Leone d’Oro Venezia

New York, 7 nov. (Apcom) – Il debutto nelle sale americane è atteso per il weekend del nove dicembre, ma sono bastate le proiezioni in anteprima perché ‘Brokeback Mountain’, il nuovo film di Ang Lee, suscitasse un grande clamore. E per molti addetti ai lavori il western “gay” avrebbe tutte le carte in regola per sbancare la prossima notte degli Oscar.

Ambientato nei grandi spazi aperti del Wyoming, il più conservatore degli Stati dell’Unione (il presidente George W. Bush vi è stato eletto con quasi i due terzi dei voti), il film ha come protagonisti due cowboy e la loro storia d’amore segreta. Al Telluride Film Festival, in Colorado, pochi spettatori sarebbero riusciti a trattenere le lacrime durante la proiezione. Alcuni dei produttori di Hollywood presenti in sala avrebbero bollato ‘Brokeback Mountain’ roba da Academy Awards. Tra gli ingredienti c’è naturalmente anche quello dello scandalo. Il film della Universal ha scene di nudità e di sesso omosessuale tra i due cowboys, interpretati da Jake Gyllenhaal e Heath Ledger.

Il New York Daily News Jack Mathews preannuncia che il western gay sarà “mal digerito dalle audience degli Stati dominati dai repubblicani, ma che farà impazzire di gioia la giuria (marcatamente ‘liberal’) degli Academy”. Con un bonus in più: quello di fare un dispetto ai conservatori premiando il film. Del resto l’ultimo grande vincitore della notte degli Oscar, Million Dollar Baby di Clint Eastwood toccava un tema controverso come quello dell’eutanasia, fumo negli occhi per la destra conservatrice.

Ang Lee esce nelle sale americane con un pedigree eccellente: il Leone d’Oro ottenuto al Festival del Cinema di Venezia. Ma è la reazione del pubblico americano che potrebbe dare al film lo slancio finale: persino la cantante Madonna lo avrebbe definito “scioccante”.

E le polemiche sono già iniziate, in Wyoming: Lo Star Tribune di Casper accusa Hollywood di dipingere il Wyoming come uno stato di cowboy gay anche se nessuno ne avrebbe mai incontrato neppure uno. Michell Howard, al contrario, che lavora alla promozione turistica dello Stato si dice entusiasta: i visitatori anche da altri Paesi avrebbero già cominciato ad arrivare e tutto grazie al film “Non so se all’estero sono più tolleranti o cosa – dice – ma a chi lo ha visto è sembrato un grande film western”.

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