Dalla rassegna stampa Cinema

NEL CASTELLO FILMATO SU PASOLINI

Un evento promosso dal «Presidio del libro» – Ci sarà anche un dibattito nel trentennale della morte del regista

MONOPOLI – Un filmato e un dialogo su Pier Paolo Pasolini, poeta e regista nativo di Bologna ma pregno di grande romanità. Nella Capitale trascorse tutta la sua vita e raggiunse la maturità artistica. L’incontro è per questa sera alle 19.30, nel Castello. Un evento voluto dal Presidio del libro (responsabile la prof. Loredana Ratti) con il patrocinio del Comune (assessorato alla Pubblica istruzione) nel trentennale della morte violenta di Pasolini, ancora oggi avvolta nel mistero, con un responsabile che di recente avrebbe ritrattato le dichiarazioni di allora. Di Pasolini ne parla il prof. Pasquale Voza, ordinario di Letteratura italiana nella Facoltà di Lettere dell’Università di Bari studioso di Pasolini che tra l’altro conobbe molti anni fa a Bari. Dialoga con il prof. Michele Suma, docente di Lettere al Polo liceale, esperto di Cinema. Traccia il profilo del Pasolini regista e introduce la proiezione del discusissimo «La ricotta» mediometraggio del 1963 che doveva essere incluso in un film ben più lungo il Rogopag. Ma venne ritenuto lesivo del buoncostume e tacciato di vilipendio della religione di Stato, quella cattolica. Pasolini rischiò fino a un anno di reclusione, ma venne condannato a 4 mesi, pena che non scontò mai. La ricotta, vide la presenza di Orson Wells che recitava una poesia molto toccante di Pasolini e raffigurava il set della crocifissione di Cristo. L’attore che interpretava il messia moriva a seguito di un’indigestione di ricotta per la fame. Un film con twist e cha cha cha, dissacrante per l’epoca e per questo portò l’autore, Pasolini, sul banco degli imputati. Una storia che ricorda bene l’artista monopolitano Nino Brescia, 70 anni, pittore naif, amico di Rocco Barocco e di Giulietta Masina e protagonista della «Dolce vita» romana. Ha conosciuto Pasolini nei primi anni ’60 durante la sua permanenza a Roma, in via dei Banchi vecchi, proprio vicino a piazza Navona, tre traverse prima di via del Governo vecchio dove abitava invece Pasolini. Si sono conosciuti in via del Panico sul Lungotevere. «M’invitò a casa e non lo trovavo mai. Trattava gente di tutti i tipi, andava alla ricerca nelle borgate di Roma di personaggi di cui conoscere le loro storie. L’omosessualità a Roma veniva vista male ? spiega Brescia – e per questo rischiava spesso di essere menato e anche per questo cambiava spesso residenza». Brescia presagì il pericolo che Pasolini correva e ne parlò con il pittore Giuseppe Bertolini in visita a Monopoli prorio il giorno prima dell’uccisione di Pasolini, il 2 novembre del 1975.

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