Dalla rassegna stampa Cinema

La voce di Pasolini

…Il ritmo narrativo delle riflessioni è spezzato poi dagli inserimenti della storia di Porno Teo-Kolossal, narrata dallo stesso Pasolini, film, con protagonisti Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli, che avrebbe voluto girare subito dopo Salò o le 120 giornate. . .

“Pasolini si ascolta e si vede poco nel documentario che ho firmato insieme a Matteo Cerami, con il contributo decisivo di Graziella Chiarcossi. Il punto di partenza del nostro lavoro è stata la consapevolezza che la sua immagine pubblica, mediatica e fisica ha distolto dalle sue riflessioni e discorsi che Pasolini ha svolto ininterrottamente con una capacità letteraria e poetica, con una riflessione storica e sociologica ineguagliate”.

Mario Sesti spiega così la nascita de La voce di Pasolini, il documentario prodotto e distribuito da Bim e Indigo Film e presentato in anteprima a Roma alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. Il suo presidente Goffredo Bettini, prima della proiezione, sottolinea quanto sia importante ricordare Pasolini facendo parlare le sue parole, che entrano dentro di noi con la stessa violenza, con la stessa carica di verità di allora.

La voce di Pasolini non s’affida al rito ormai abusato delle testimonianze di coloro con i quali l’artista ha intessuto una fitta trama di rapporti. Recupera invece, attraverso il montaggio di estratti di saggi, interviste, articoli e poesie, l’essenza delle sue riflessioni spesso profetiche, provocatorie ed eretiche, lette dalla voce forte e appassionata di Toni Servillo. E il commento visivo prevede poche immagini di lui e dei suoi film, privilegiando, quasi in chiave antropologica, soprattutto scene non scontate di vita quotidiana della società italiana, brani di filmini girati in famiglia, a partire dagli anni del regime fascista per arrivare ai giorni nostri, che danno al documentario un’impronta naturale e immediata.

Scorrono così le immagini tratte dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, dal Fondo Corona presso la Cineteca di Bologna, dall’Associazione Home Movies, dal Fondo Famiglia Correr. E scorrono divise in capitoli le riflessioni dell’intellettuale su: gli anni del fascismo, il laicismo consumistico, l’omologazione culturale, l’amore per il popolo, l’odio nei confronti della borghesia, la protesta giovanile, l’abiura della Trilogia della vita, il mondo africano e i nuovi emarginati, la ferocia della banalissima televisione, la perdita del dialetto.

“Dovendo parlare di Pasolini oggi era necessario portare l’accento sulle sue idee, sul mezzo più formidabile di cui disponeva: la sua lingua – afferma Sesti – Non solo per il valore lessicale, ma perché ricolma di emozioni molto forti come rabbia, polemica, amore, e ricca di analisi profonde. Restituire dunque, attraverso il documentario, lo spettacolo della sua lingua che è un piacere per le orecchie e per la mente”.
Il ritmo narrativo delle riflessioni è spezzato poi dagli inserimenti della storia di Porno Teo-Kolossal, narrata dallo stesso Pasolini, film, con protagonisti Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli, che avrebbe voluto girare subito dopo Salò o le 120 giornate. Per Sesti Salò insieme alla sua morte violenta “ha creato un monolite tetro e funereo, cristallizzando l’artista nell’idea dell’autodistruzione”.

Il documentario rompe lo schema di un testamento lasciato, con il recupero del suo ultimo progetto filmico che riprende gli elementi gioiosi e vitali della Trilogia della vita, progetto rappresentato attraverso le animazioni di Annalisa Corsi.
La voce di Pasolini circolerà come film d’essai in piccoli festival, in eventi, in cineclub. Prevista anche la distribuzione homevideo all’inizio 2006 con un dvd che conterrà contenuti extra quali un’inchiesta su un finale inedito di Salò, le voci di alcuni attori allora protagonisti come Paolo Bonacelli, ma anche testimonianze sulla sua poesia.

da http://news.cinecitta.com/dossier/articolo.asp?id=5675

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.