Dalla rassegna stampa Cinema

I cowboy gay di Ang Lee vincono il Leone d´oro

La Mostra incorona la Mezzogiorno miglior attrice.
Trionfa “Brokeback mountain”, storia d´amore tra rudi uomini del West
A David Strathairn il riconoscimento come miglior attore per il film di Cloon
Leone d´Argento come miglior regista a Garrel per “Les amants reguliers”
A “Good night and good …

VENEZIA – Isabelle Huppert è la sorpresa, George Clooney e Stefania Sandrelli sono i protagonisti più acclamati della serata finale della 62ma Mostra di Venezia, conclusa con l´assegnazione del Leone d´oro a “Brokeback mountain” di Ang Lee. Clooney, con il suo “Good night, and good luck”, premiato per la sceneggiatura e per l´interpretazione maschile, è il vincitore morale di questo festival ed è lui che dal palco, evocando il giornalista Ed Murrow, l´ispiratore del film – «è lui che 51 anni fa ha cominciato a scrivere questa storia» – ricorda verità importanti, come «il senso di responsabilità di chi svolge un ruolo come il suo, che è quello di diffondere la verità e di dire ai potenti che chi detiene il potere non si può permettere di esercitarlo senza limiti e senza confini. E cito lo stesso Murrow per ricordare che noi, e intendo non solo l´America, ma tutta la comunità internazionale, non dobbiamo competere su chi ha le bombe più devastanti, dovremmo competere con le idee».
Più emotivo è l´entusiasmo per Stefania Sandrelli, Leone d´oro alla carriera, che porta sul palco la sua commozione e le lacrime della figlia Amanda, chiamata a premiarla. La Sandrelli ringrazia per il premio, che dedica «al pubblico che ho sempre amato e stimato, un premio che è simbolo del mio lungo lavoro, da “Divorzio all´italiana” a “L´ultimo bacio”». Un cinema, che, come dice Massimo Cacciari, arrivato apposta per omaggiarla, «racconta la nostra storia con tutte le sue contraddizioni e le sue tragedie, senza ipocrisie, un cinema che non è solo divertimento o favole per bambini».
La presenza a sorpresa di Isabelle Huppert premiata per il complesso del suo lavoro, un riconoscimento che è nel regolamento ma che si esercita raramente, è vista come il segno del «vivace dibattito» svoltosi nella giuria e accennato dal presidente Dante Ferretti. Il sospetto immediato è che per soddisfare i giurati scontenti della Coppa Volpi per l´interpretazione femminile a Giovanna Mezzogiorno si sia voluta sul palco anche l´attrice francese, straordinaria (come sempre) protagonista di “Gabrielle”.
Il pubblico in sala però accoglie con generoso calore tutti i premiati e il premio all´interprete del film della Comencini è una sospirata buona notizia per il cinema italiano e per la Rai. La serata condotta con garbo da Ines Sastre – piccoli, perdonabili impacci nell´inevitabile ufficialità del finale – affiancata dal giornalista di cinema Massimo Sebastiani, emozionato ma calmo, finalmente uno che non confonde sceneggiatura con scenografia.
Tutti contenti per Ang Lee, più contento di tutti il direttore Muller che ha visto il trionfo della sua scelta di dedicare gran parte di questo festival al cinema dell´Asia tutta.

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