Dalla rassegna stampa Cinema

Alla Mostra un Erode iraniano contro i fanatismi

SETTIMANA DELLA CRITICA A Venezia «Tracce sulla terra» e per l’Italia «Mater natura»

L’Italia torna in corsa nella Settimana della critica veneziana. Dopo l’esclusione dello scorso anno, la ventesima edizione della sezione dedicata alle opere prime (dal 1 al 9 settembre in contempotanea con la Mostra)accoglie in gara Mater natura del napoletano esordiente Massimo Andrei, un film, come si dice, destinato a «far discutere», non fosse altro perché propone un «colorato» viaggio nei bassi partenopei tra «femminielli» e transessuali messi a confronto con la tradizione locale. Un universo che il giovane regista, anche autore di canzoni per Beppe Barra, ha già descritto in parte in una versione teatrale di Filumena Marturano interpretata da prostitute e travestiti dell’hinterland di Torre Annunziata.
Il programma della Sic è stato presentato ieri dal nuovo staff dei selezionatori (Massimo Causo, Adriano De Grandis, Marco Lombardi e Silvana Silvestri)coordinati da Francesco Di Pace e da Bruno Torri, presidente del Sindacato nazionale critici cinematografici. Sette i film in concorso (compreso l’italiano), provenienti da Messico (Asi), Usa (Brick), Cina (I girasoli), Francia (Le passager), Irlanda (La ragazza Pavee) e Iran (Tracce sulla terra). Anzi proprio quest’ultimo garantisce Francesco Di Pace potrebbe essere «la vera rivelazione non solo della Sic ma di tutto il festival». Diversissimo dal solito cinema iraniano, «quello minimalista», per intenderci, prosegue Di Pace, «Tracce sulla terra – diretto dall’esordiente iraniano Ali Mohammad Ghasemi – è un film delirante, una sorta di incubo. La storia racconta di un padre che, perso il suo piccolo durante il parto, si convince che l’unica strada per fare la volontà di dio sia uccidere tutti i bambini del villaggio». Come un nuovo Erode l’uomo compie una carneficina in nome della religione, per denunciare tutti i fanatismi che, mai come oggi, sono la vera minaccia del presente. È in questo senso che la Sic, quest’anno, ha un suo «carattere molto politico», come spiega ancora il suo responsabile. «Magari raccontando storie personali e senza parlare di guerra, di terrorismo o di denuncia sociale, i film selezionati sono molto politici, poiché attraversano comunque tutti questi temi. E senza quel carattere didascalico che troppo spesso hanno le pellicole che trattano direttamente certi argomenti». I cambiamenti della Cina contemporanea (I girasoli), le difficoltà degli adolescenti in Messico (Asì) o nei college Usa (Brick) o ancora in Francia (Le passager) diventano, così, argomento di analisi sociale. Mentre alla memoria dell’Olocauso è dedicato l’«evento speciale» Belzec, documentario sul tristemente noto lager polacco dove furono sterminati circa 600mila ebrei. Alla memoria di Alberto Lattuada, recentemente scomparso, la Sic rende omaggio con la proiezione del suo film d’esordio Giacomo l’idealista.

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