Dalla rassegna stampa Cinema

Team America

… se c’è una ragione per andare a vedere Team America, è proprio questa: da Alec Baldwin a Matt Damon, da Tim Robbins a Susan Sarandon, da Sean Penn a George Clooney, con un occhio particolare a Michael Moore, quel mondo intellettuale-engagé viene messo alla berlina come mai era successo…

Destrorsi dal piglio goliardico, più che «neo-con» alla Bush, gli autori di Team America sono gli stessi dell’irriverente serie tv South Park, ovvero Trey Parker e Matt Stone. I due praticano una satira eccessiva, politicamente scorretta; figurarsi quindi se hanno tentennato nel ridicolizzare la Hollywood colta e pacifista che, allo scoppiare della guerra in Irak, insorse compatta. In fondo, se c’è una ragione per andare a vedere Team America, è proprio questa: da Alec Baldwin a Matt Damon, da Tim Robbins a Susan Sarandon, da Sean Penn a George Clooney, con un occhio particolare a Michael Moore, quel mondo intellettuale-engagé viene messo alla berlina come mai era successo, e se lo scherzo a metà film trascende, be’, è un po’ nella natura stessa del progetto. Trattasi, infatti, di marionette: in senso classico, coi fili a vista, sia pure inserite in un contesto da action movie. Il modello viene dai gloriosi Thunderbirds, ma in una chiave sboccata e oltraggiosa che non si ferma di fronte a niente: sesso acrobatico, battutacce sull’Aids, vomito a fiumi, turpiloquio e teste che saltano. Partendo dall’idea (starà qui il messaggio?) che siamo tutti mossi da un Grande Burattinaio, Parker & Stone restituiscono l’aria del tempo inventando un eroico Team America che funge da polizia del mondo. Con esiti invero disastrasi: giacché, muniti di armi devastanti e poco inclini a selezionare gli obiettivi, i cinque super guerrieri nella loro diuturna caccia ai terroristi islamici buttano giù la Torre Eiffel, polverizzano il Louvre, distruggono le Piramidi. Dall’avveniristica base in stile 007 situata nel Monte Rushmore, quello coi faccioni dei presidenti, partono per le missioni più rischiose, ma la forza a volte non basta: e così, mentre il dittatore coreano Kim Jong II minaccia di distruggere il mondo travestendosi da colomba (con la complicità dei divi), ecco entrare nel gruppo un famoso attore esperto in travestimenti. Avrete capito che la storia è un pretesto per una nutrita serie di gag, alcune spassose e iconoclaste, altre di grana grossa, perfino un po’ stupide (Moore diventa un kamikaze che si fa esplodere). Naturalmente Team America non va preso alla lettera: lo sfottò prende di mira non solo il dogmatismo liberal, ma anche una certa retorica patriottica a stelle e strisce, fors’anche la pretesa di essere i guardiani del mondo. Resta il fatto che, costato 30 milioni di dollari, il film in patria ne ha incassati appena 32. Facendo arrabbiare tutti: a destra e a sinistra….

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