Dalla rassegna stampa Cinema

Stage Beauty

… Tutti i ruoli femminili sono suoi, il pubblico delira per lui, fuori dalla porta lo attendono altri piaceri da divo, bisex…

Non se la passa male Edward Key Kinaston mattatore della scena teatrale londinese del XVII secolo. È la primadonna incontrastata. Tutti i ruoli femminili sono suoi, il pubblico delira per lui, fuori dalla porta lo attendono altri piaceri da divo, bisex. Un’autentica star che fa tesoro della legge per cui le donne non possano calcare le scene, quindi sono uomini quelli che interpretano le parti femminili. Il suo momento d’oro però è destinato a dissolversi, l’anticonformista re Carlo II, istigato dall’amante, decide di cambiare la legge, scandalosamente consentendo alle donne di recitare davanti al pubblico. È questa la grande occasione per la sospirosa e deferente Maria. Da sempre lavora dietro le quinte, ha imparato a memoria ogni testo rappresentato, si è già esibita, clandestinamente, in un’osteria, ora è il momento di mostrare quanto sia brava una donna nell’interpretare sensibilità femminili senza stereotipi maschili. Non è la prima volta che il cinema affronta il rapporto con il teatro inglese dei tempi andati, condito inevitabilmente di Shakespeare. Questa volta alla base della trasposizione c’è un romanzo di successo di Jeffrey Hatcher, Completa Female Stage Beauty, ispirato dai seicenteschi Diari di Pepys in cui si racconta la vera e bizzarra parabola di Kinaston. Hatcher ha anche curato la sceneggiatura del film, poi affidato a Richard Eyre per la regia, su produzione della Tribeca di De Niro. E l’operazione funziona, le battute sono spiritose e al punto giusto, la rappresentazione, il backstage e la corte sembrano fare parte davvero di un medesimo mondo dove chi ha soldi e successo può permettersi di togliersi ogni capriccio. Oltre a sottolineare la svolta storica in cui finalmente viene tolto l’ostracismo nei confronti delle donne attrici. Solo qualche eccesso di indulgenza sulle tecniche interpretative e alcuni tormentoni shakespeariani mettono un po’ di zavorra su una storia peraltro ampiamente godibile con Billy Crudup primadonna, Claire Danes pimpante e Rupert Everett imperdibile e regalmente trasgressivo.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.