Dalla rassegna stampa Cinema

Gioco di donna

…una storia a tre, perché la disinibita ammaliatrice già convive (a Montmartre, ovviamente!) con Mia (Penelope Cruz), spogliarellista e modella zoppa eppur sensuale…

Si chiama Gilda, un nome che per assonanza rimanda anche a Zelda, l’inquieta e affascinante moglie-musa di Scott Fitzgerald. Ovvero quel tipo di personaggio femminile capriccioso e libertino, distruttivo e irresistibile immortalato in tanta letteratura degli anni fra le due guerre soprattutto dagli americani espatriati, da Hemingway a Henry Miller. Non c’è dubbio che il regista inglese John Duigan, autore a tutto tondo di «Gioco di donna» (ha scritto anche il romanzo su cui si basa il film), ha ritagliato su quel modello la figura della protagonista, per l’appunto Gilda (Charlize Theron). In una sera di pioggia del ‘33 vediamo la ragazza introdursi nella camera di Guy (Stuart Townsend), borsista di Cambridge, che la conosce di fama essendo la più bella, ricca e scandalosa del college. Inutile dire che il giovane ne resta ammaliato subito e per sempre, ma dovrà attendere qualche anno prima che il loro romanzo d’amore sbocci. E dove, se non nella romantica cornice di Parigi, in cui la cosmopolita Gilda, metà americana e metà francese, si è affermata come fotografa d’arte? Sarà una storia a tre, perché la disinibita ammaliatrice già convive (a Montmartre, ovviamente!) con Mia (Penelope Cruz), spogliarellista e modella zoppa eppur sensuale, fuggita dalla Spagna della guerra civile e intenzionata a farvi ritorno per combattere i fascisti. L’idealista Guy ha lo stesso programma ed è così che un giorno i due si risolvono a partire lasciando la donna amata da entrambi. Gilda non glielo perdona e rompe i rapporti. Intanto scoppia la guerra mondiale e Guy, spia inglese paracadutata nella Francia occupata dai tedeschi, ha la sorpresa di scoprire che l’irrequieta Gilda se la spassa con un capo nazista. Ci fermiamo qui. Affascinato dal mondo spregiudicato e artistico di un tempo, Duigan era sulla strada di realizzare un film manieristico, vecchio stile, ma a suo modo attraente. Invece si è fatto prendere la mano, accumulando eventi drammatici e romanzeschi che finiscono per trasformare l’ambizioso melò in una soap opera. Ne escono comunque bene gli attori, soprattutto la Theron, seducente e misteriosa, e la Cruz, una presenza al solito forte e intensa.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.