Dalla rassegna stampa Cinema

Recensione - Gioco di donne

… Non la dimenticherà più, ma anche lei – senza smettere di passare da un amante all’altro, di ogni sesso – è rimasta toccata…

Lo consigliamo a due categorie di spettatori. Quelli che hanno un debole per le storie che anche solo lambiscano la guerra civile spagnola. E quelli che hanno un debole per Charlize Theron. A tutti gli altri diciamo francamente: lasciate perdere. Per gli interessati. Guy è un ragazzotto irlandese imbranato che si sta faticosamente emancipando da umili origini studiando a Cambridge. Una notte si intrufola sfacciatamente nella sua vita Gilda (Theron), straricca ereditiera dai costumi spregiudicati. Non la dimenticherà più, ma anche lei – senza smettere di passare da un amante all’altro, di ogni sesso – è rimasta toccata. Si ritrovano a Parigi, tra bagordi, artisti, e mobilitazioni per Madrid repubblicana. Gilda coabita (e di più) con la spagnola Mia (Cruz), infermiera zoppa che si prepara ad accorrere sulle barricate, e non vuole saperne di rinunciare al proprio stile edonista e gaudente (eppure sotto la patina batte un cuore sensibile e sofferente). Ancorché dilaniato Guy sceglie e parte con Mia per combattere. Quando torna nella Parigi sotto occupazione, da agente alleato, Gilda è addirittura finita tra le braccia di un gerarca nazi, indicata al pubblico disprezzo come sgualdrina collaborazionista. Tutta apparenza, in realtà sta lavorando per la Resistenza e morirà da eroina. Gonfio di retorica e di approssimazione romanzesca hollywoodiana, sembra un film appartenente a un’era remota. Tuttavia, non per aver ragione a ogni costo, Theron si disimpegna con dignità.

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