Dalla rassegna stampa Cinema

Travolta e Uma Thurman in un ballo senza ritmo

…Nel film figurano anche l’infido spaccone Vince Vaughan e la sua guardia del corpo, un gay aspirante attore impersonato dall’«abbottato» The Rock…

COMMEDIA / «Be Cool» tra mafia russa e discografici cattivi

Tanto vale cominciare dalla scena più attesa di Be Cool , quella che ammicca all’analoga situazione dell’ormai mitico Pulp Fiction (1994) in cui Quentin Tarantino, riferendosi all’altrettanto mitico La febbre del sabato sera , accoppiò felicemente John Travolta a Uma Thurman riportando l’ex-divo sulla pista da ballo e risollevandone così la declinante carriera. Qui Uma chiede al partner se balla (ma con l’aria di dire: lo so benissimo e voi spettatori sapete che lo so); e Travolta replica ironico «Sono di Brooklyn», alludendo alla piccola patria del suo Tony Manero. Però quando dal giochetto autoreferenziale si passa all’azione e i due fanno impeccabilmente il loro numero non scatta nessuna molla: l’esibizione lascia freddi, non c’è vero spasso né seduttività. Purtroppo il regista F. Gary Gray ( Italian Job ) non ha sbagliato solo questa scena, ma l’intero film; che del resto il pubblico americano non ha particolarmente gradito.
Be Cool si riallaccia a Get Shorty (1995), basato su un romanzo del grande Elmore «Dutch» Leonard (classe 1925, uno dei modelli ispiratori di Tarantino), autore pure del sequel. Nuovamente nei panni di Chili Palmer, gangster di Miami che nel capitolo primo approdava a Hollywood per riscuotere un debito e veniva conquistato dal cinema, Travolta dieci anni dopo è diventato un produttore di successo deciso a espandersi in campo musicale. Nel tipico stile satirico di Leonard, scopriamo che l’universo del rock è popolato di discografici pittoreschi e sinistri, pronti a uccidere per accaparrarsi il mercato.
Al centro della guerra del compact c’è la giovane cantante di colore Christina Milian: tutti la vogliono, dal bieco agente Harvey Keitel al padrino nero Cedric the Entertainer capo di una banda di rapper armati fino ai denti, per non parlare della mafia russa incombente nella persona di un ridicolo killer con il tupè che gli cade sempre. Nel film figurano anche l’infido spaccone Vince Vaughan e la sua guardia del corpo, un gay aspirante attore impersonato dall’«abbottato» The Rock.
Completano il quadro Steven Tyler che canta «Cryin’» e due cammei di Danny De Vito e James Woods, quest’ultimo in qualità di marito della Thurman ammazzato all’inizio del film. In società con Uma, Travolta fronteggia la situazione con l’abituale self control, ma in pratica i due si limitano a fare le belle statuine; e intanto il film tira avanti una gag dopo l’altra, facendo esibire a turno il sovraffollato cast.
Il tutto a scapito del ritmo, che paradossalmente risulta poco effervescente contribuendo a un risultato meno divertente del previsto.

BE COOL Regia di F. Gary Gray Con John Travolta, Uma Thurman, Vince Vaughn, Harvey Keitel, Danny DeVito, James Woods

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