Dalla rassegna stampa Cinema

Il cinema sociale del Québec

…il «clou» citato in apertura: «La face cachée de la lune» di Robert Lepage (venerdì 1 alle 18.30 e sabato 2 alle 20). Un astronomo solitario e un solare conduttore tv gay: la storia di due fratelli riuniti dalla morte della madre…

RASSEGNA / Da domani undici titoli, tra documentari e fiction, al Centre Culturel Français – Tema centrale, la famiglia che cambia. Atteso il nuovo film di Lepage

D ieci anni fa esatti, il pubblico più attento al cinema di qualità fu piacevolmente incuriosito da «Il confessionale», esordio che il franco-canadese Robert Lepage ambientò nel natio Québec. Da allora, Lepage ha continuato a produrre film a ritmo abbastanza regolare (uno ogni due anni, in media) e il suo talento si è rivelato anche in ambito teatrale («Le Polygraphe», rappresentato con successo anche in Italia). Ma, stranamente, più nessuno ha distribuito da noi il suo cinema. Non foss’altro che per l’opportunità di vederne l’ultima fatica, presentata in anteprima, varrebbe dunque la pena di seguire con attenzione la seconda edizione della rassegna promossa dal Centre Culturel Français «Le cinéma du Québec à Milan», che torna da domani al 2 aprile dopo il successo esplorativo dell’anno scorso. Con un tema di fondo: le sfaccettature del concetto di famiglia nella società quebecchese, tra dispersione (il Québec è grande cinque volte l’Italia, ma la sua popolazione è circa otto volte inferiore), tradizione e trasgressione.
Undici i titoli selezionati, tutti di rilievo. Due (e ottimi) i documentari: giovani e case occupate in «Squat» di Eve Lamont (venerdì 1 alle 18.30), un ritratto dell’ex primo ministro Bernard Landry in «À hauteur d’homme» di Jean-Claude Labrecque (sabato 2, ore 17.30). Cinque corti (presentati in un unico programma giovedì 31 alle 19.30) tra cui spicca «Léo» di Nicolas Roy, visto (e premiato) a Locarno 2004. E quattro lungometraggi di fiction: in apertura (domani alle 20), l’autentica rivelazione «Le bonheur est une chanson triste» di François Delisle, viaggio-inchiesta al limite tra finzione e realtà sulla ricerca della felicità, girato con macchina a mano digitale e reso imperdibile dalla impressionante performance dell’attrice Anne-Marie Cadieux.
Quindi la commedia «Ma voisine danse le Ska» di Nathalie St. Pierre (giovedì 31 alle 20), «Gaz Bar Blues» di Louis Bélanger (sabato 2 alle 15.30), dove la storia di un benzinaio è un pretesto per ritrarre con maestria un ficcante spaccato suburbano, e il «clou» citato in apertura: «La face cachée de la lune» di Robert Lepage (venerdì 1 alle 18.30 e sabato 2 alle 20). Un astronomo solitario e un solare conduttore tv gay: la storia di due fratelli riuniti dalla morte della madre (entrambi interpretati con molte sfumature dallo stesso regista) è un esempio di utilizzo pittorico e visionario del digitale e una riflessione (anche umoristica) su temi eterni come vita, morte, sessualità e senso (religioso o scientifico?) della nostra presenza nel cosmo.

LE CINEMA DU QUEBEC A MILAN 2. Centre Culturel Français, Espace de Projection, corso Magenta 63. Ingresso con tessera valida un mese 15/12

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