Dalla rassegna stampa Cinema

Come parlano gli etero quando parlano di gay

A limitarsi alle premesse, The iron ladies si direbbe il film più bizzarro affacciatosi sui nostri schermi da parecchio tempo a questa parte…

Un film bizzarro con tanto di vezzi e mossette

A limitarsi alle premesse, The iron ladies si direbbe il film più bizzarro affacciatosi sui nostri schermi da parecchio tempo a questa parte. Secondo incasso nella storia del cinema tailandese, è ispirato a una storia vera: quella della squadra che, nel 1996, vinse il campionato maschile di pallavolo; una formazione composta quasi esclusivamente da gay, travestiti e transessuali, fino ad allora esclusi dall´agonismo a causa della loro dichiarata diversità. Premesso che il film è simpatico, dotato di un´energia contagiosa e interpretato da un cast entusiasta, la bizzarria va subito ridimensionata. Non soltanto per la ragione, ovvia, che lo sviluppo narrativo è strutturato sullo schema rigido di questo genere di storie – formazione della squadra di volley, ascesa in classifica, difficoltà e dissapori, partita decisiva – ma per diversi altri motivi. Le note di produzione c´informano che, nel cinema tailandese (come in tanti altri, del resto), i ruoli di gay servono prevalentemente da supporto comico per divertire il pubblico: ebbene, The iron ladies non fa altro che promuoverli a protagonisti, ribaltandone il segno in positivo ma conservando tutto il repertorio, abbastanza offensivo, di vezzi e mossette che la commedia continua ad assegnare ai «character» di omosessuali (con l´aggravante che i giovani attori, in realtà etero, li hanno dovuti «studiare»). Senza contare l´analogia, piuttosto palese, con film occidentali di successo, come “Priscilla la regina del deserto” e “The full monty”. (r.n.)

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