Dalla rassegna stampa Cinema

Lovest

… L’evidente esilità della trama, fuor di misticismi, non riesce a nascondere la pretestuosità e la banalità del film….

Quarto film di Giulio Base e secondo di una probabile tetralogia sui punti cardinali, “Lovest” rappresenta un altro timido tentativo di produzione indipendente del cinema italiano. Due amici italiani negli USA. Angelo è più filosofo ed anche in crisi mistica, mentre Jimbo è un po’ pazzerello, diciamo pure ritardato. Dopo una breve quanto infruttuosa permanenza a New York, i due decidono di andare alla ricerca del mito dell’Ovest, ovvero partono per la California. Incontreranno due amiche lesbiche, un italoamericano con problemi con la mafia, e infine si convertiranno al “culto dell’amore”. L’evidente esilità della trama, fuor di misticismi, non riesce a nascondere la pretestuosità e la banalità del film. Come dice lo stesso Angelo-Base, rivolto all’incredulo amico, le cose significano sempre altro, e infatti questo viaggio non è altro che il reportage di un coast to coast americano girato, invece che con la solita modesta videocamera, con una 35 mm e tanto di troupe. Solo un filmino di una vacanza che farà indubbiamente divertire gli amici degli interpreti intenti a rivederli mentre fanno le facce buffe.

da tempimoderni.com

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