Dalla rassegna stampa Cinema

Il capolavoro passato sotto silenzio

… «Angels in America» è passato il maggio scorso su Sky Cinema nel silenzio generale…finalmente si parla di capolavoro, di opera fondamentale, della sublime finezza che hanno gli americani nel trattare i grandi temi della società…

Non c’è nulla da fare, in tv l’attenzione è creata dal contesto. «Angels in America» è passato il maggio scorso su Sky Cinema nel silenzio generale. Adesso è riproposto da La7 (martedì, mercoledì e giovedì, ore 21.30) in occasione della giornata mondiale della lotta all’Aids. E finalmente si parla di capolavoro, di opera fondamentale, della sublime finezza che hanno gli americani nel trattare i grandi temi della società. Invece di costruirci sopra un dibattito preferiscono mettere in scena un grande racconto, amano «narrativizzare» anche le grandi angosce (come insegna la fantascienza). La discussione, stile Bruno Vespa, presuppone comunque uno spettatore vissuto come subalterno (inferiore all’ospite in studio). Il film, stile «Angels in America», presuppone invece uno spettatore adulto, in grado di sopportare un’esperienza «formale» anche scioccante. Ambientato durante la presidenza Reagan, il film televisivo di Mike Nichols prodotto dalla Hbo racconta di un potente avvocato maccartista, Roy Cohn (Al Pacino), impostore senza scrupoli, grande manipolatore durante il celebre processo a Ethel Rosemberg, le cui tumultuose vicende si intrecciano con quelle di vari personaggi, ognuno dei quali simboleggia una minoranza religiosa o etnica (c’è il mormone, l’ebreo, l’afro-americano) e tutti insieme descrivono l’ambiente gay nel momento in cui incombe spietato il flagello dell’Aids. Mariarosa Mancuso, a «Otto e mezzo», ha ricordato che l’antipatico e rigido critico Harold Bloom considera l’opera degna di entrare a far parte del suo «Canone occidentale» (e Ferrara giustamente le ha ricordato che i critici sono da considerarsi sempre antipatici e rigidi). Il carrello iniziale su Central Park vale però qualsiasi dibattito.

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