Dalla rassegna stampa Cinema

Anche gli angeli hanno l’Aids

Al Pacino, Meryl Streep e le false credenze sull’omosessualità …Ancora oggi vale la pena chiederci se davvero sono evaporati i pregiudizi, le ipocrisie, le false credenze riguardanti l’omosessualità, il diritto ad infrangere i tabù dettati da religioni o morali troppo invasive della sfera …

ETICO. SU LA 7 IL FILM PRODOTTO DA HBO.

Giunge finalmente sui nostri schermi televisivi, dopo l’incetta di premi agli ultimi Emmy Awards, Angels in America, un grande affresco degli Stati Uniti nell’era reaganiana diretto da Mike Nichols, il regista de Il Laureato e Conoscenza carnale, con un cast d’eccezione in cui figurano Al Pacino, Meryl Streep ed Emma Thompson. Il film, della durata di sei ore divise in varie puntate, sarà trasmesso da La7 a partire da oggi e nei giorni dedicati alla lotta contro l’Aids. Già perché il tema centrale del testo di Tony Kushner, da cui è tratto, capace di segnare un’epoca nella produzione drammaturgica nordamericana è proprio la trasformazione della vita costretta a fare i conti con una delle più grandi malattie della storia umana. Ancora oggi vale la pena chiederci se davvero sono evaporati i pregiudizi, le ipocrisie, le false credenze riguardanti l’omosessualità, il diritto ad infrangere i tabù dettati da religioni o morali troppo invasive della sfera individuale.
Certo di paralleli tra quel 1985 in cui inizia il racconto e l’odierno stato delle cose, con dibattiti tra ateobigotti e veteroprogressisti dal passo sempre più debole, se ne possono trovare molti dentro e fuori il recinto propriamente delimitato dal film, a testimonianza della sua affascinante architettura testuale. Non a caso si inizia con un Rabbi che denuncia l’ipocrita compiutezza del melting pot, il progetto di amalgama delle varie razze ideato dai padri fondatori della Nazione, le diversità sono rimaste tali, è avanzata invece l’ansia di successo, il rampantismo, l’egoismo ultrapragmatico della generazione degli Yuppie.
Nella prima parte Millennium Approaches si dipinge un panorama di desolante decadenza dell’occidente, impreparato di fronte alle rovine di un sistema di vita basato sulla competività giunto ormai al collasso.
Ray Cohn (Pacino), importante personaggio della nomenclatura governativa sin dalla Commissione contro le infiltrazioni di comunisti istituita negli anni cinquanta dal senatore Mc Carthy, rifiuta di confessare la propria malattia, derivata da attenzioni troppo morbose sui bambini, scegliendo di acquistare sottobanco partite di Azt, l’unica medicina al tempo ritenuta efficace, in cambio del proprio silenzio sui tanti affari sporchi a cui ha partecipato nella propria carriera. Opposta è la reazione di Prior, un trentenne caduto in disperazione dopo l’abbandono del fidanzato, inizia ad avere visioni di un affascinante angelo (Emma Thompson), determinato a farlo diventare un profeta di sventura per il genere umano. Film corale in cui gli attori spesso interpretano più ruoli, come la Thompson o la strepitosa Meryl Streep, nei panni contemporaneamente di Ethel Rosenberg una donna condannata molti anni prima da Cohn alla sedia elettrica per il sospetto di essere comunista. Ma anche di una caparbia mamma giunta a New York dopo la perdita del figlio, dedita alla compassionevole opera di sussidio dei più sfortunati.
Molti altri ancora sarebbero i personaggi di cui parlare, tanto è vasta la genia umana di questa variegata opera di Kushner, non restio a tributare il dovuto omaggio ai maestri Brecht e Melville. L’Aids, terribile flagello dell’America e dell’Occidente, ma più tardi e con un peso ancor maggiore in Africa, è posto come una prova del fuoco che nella nostra epoca gli uomini hanno dovuto sostenere per mettere alla prova della concreta realtà quegli ideali di rinnovamento della società e della convivenza tanto declamati negli anni settanta. E’ una perestroika, il titolo della seconda parte, su cui poter e dover scommettere, resistendo titanicamente come Prior, o volgendosi completamente verso il prossimo come la Streep. Molti sono gli stati d’animo attraversati in queste sei d’ore tramite i volti dei protagonisti di questa importante produzione della Hbo, la televisione via cavo che ha confezionato successi come I Soprano e Sex and the city. Chissà se ai nostri produttori, imbolsiti sui soliti quattro soggetti, con monache di clausura, preti, frati, poliziotti e carabinieri, sempre più giù fino ai fascisti dal cuore buono, non soggiunga qualche pizzicotto tra le paffute gote nel vedere la fattura e la serietà di questo lavoro. In fondo anche da noi qualche angelo del tubo catodico dovrà pur esserci.

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