Dalla rassegna stampa Cinema

«Mala educaciòn» secondo Almodovar

È autobiografico l’ultimo film del regista spagnolo, tra violenza e omosessualità

Nella Mala educaciòn si svolgono e intrecciano un film, il racconto a base di memorie di collegiali preadolescenti dal quale è tratto e le successive vicende di quei personaggi su un arco temporale che svaria a cavallo degli anni settanta. Poiché dirige Pedro Almodovar, più che un labirinto è un processo alchemico quello che sullo schermo distilla la passione – parola chiave del film che su di essa, a tutto campo, si chiude – omosessuale che impregna La mala educaciòn con il brio di cui il regista spagnolo è capace, ma in un’oscillazione che tra il melodramma e il «nero» suscita un sentore esiziale, di morte. Alla corte di Almodovar, questa volte, non ci sono donne: in compenso i preti portano la tonaca e i travestiti esibiscono la mise che loro conviene, gli uni e gli altri non senza afflizione per la legge del desiderio cui soggiacciono nel girone d’inferno della Mala educacion che è piuttosto una condizione rappresentata senza vie d’uscita per il sacerdote innamorato di un allievo del collegio e che anche da spretato, sposato, padre, non può sottrarsi all’attrazione dei ragazzi. È allora che il film volge al nero, con uno di quei personaggi pronti a tutto che non è chi dice, dapprincipio, di essere, ma che innesca l’evocazione del collegio e il legame tra due ragazzi. Un primo amore, nell’ottica di Almodovar, che è la parte più riuscita del film, indipendentemente dall’intrusione del prete molestatore, con la sequenza del rigore sbagliato apposta che non sarebbe dispiaciuta a François Truffaut, e l’esibizione di una voce bianca in una singolare rilettura di Torna a Surriento. Sugli altri piani del film La mala educaciòn comprende un paio di altri motivi musicali e si presta, beninteso, all’autobiografismo che rischia però di essere un limite del film di cui uno dei personaggi è un giovane regista in cerca di soggetti, mentre di Pedro Almodovar, che da ragazzo fu in collegio, è nota l’omosessualità: nella «mala educacion» è anche dichiarata e praticata.

«La mala educaciòn», di P. Almodovar, con G. Garcia Bernal e J. Camara

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