Dalla rassegna stampa Cinema

Una casa alla fine del mondo

…Durante le anteprime, il nudo frontale di Colin Farrell imbarazzava gli uomini e faceva sognare le donne…

La scena tanto attesa manca, caduta sul pavimento della sala di montaggio (come si diceva quando la pellicola era regina). Non per colpa della censura, ma in nome e per conto della coerenza narrativa. Durante le anteprime, il nudo frontale di Colin Farrell imbarazzava gli uomini e faceva sognare le donne. Quindi zac, tagliato all’istante (e ben conservato per arricchire i contenuti speciali del dvd). Non pago di produrre simili effetti, l’attore irlandese ha colto l’occasione per dichiarare che lui non è affatto un superdotato, e che “dovreste vedere allora Ewan McGregor”. Promesso che lo faremo, se lo scozzese dovesse capitare dalle nostre parti in kilt e calzettoni. Sempre in materia di “Leone alla cerniera”: cosa dobbiamo pensare del fatto che il nudo di Colin Farrell lo hanno tagliato, e invece quello di Stefano Accorsi è ancora lì, alla fine di “Ovunque sei”? Vuol dire che non turba e non distrae? Vuol dire che al confronto sfigura? Ai posteri l’ardua sentenza. Chiunque volesse dibattere la delicata materia, dovrebbe però tenere presente che “l’invidia del pene” (tirata in ballo da Accorsi per giustificare le risatine) secondo il vecchio Sigmund Freud era l’invidia provata dalle donne per l’appendice maschile. Non c’entra niente con il fatto che i maschi fanno confronti e misurazioni tra loro appena capita l’occasione. Il nudo di Colin Farrell dunque distraeva. Forse ne era convinto anche l’immodesto Michael Cunningham, che ha scritto il film partendo da un suo romanzo. Trattasi però di triangolo amoroso, tra due uomini e una donna che disegna cappelli e ha in testa le più incredibili parrucche colorate anni 80. Non si poteva perdere il filo neanche volendo. Il fatto è che Cunningham sta cercando di accaparrarsi, a posteriori, tutto il merito del bellissimo “The Hours”, per camparci di rendita. Ma il suo libro era bruttino. I geni dietro il film sono lo sceneggiatore (e commediografo, in una vita precedente) David Hare e il regista Stephen Daldry. L’autosceneggiatura, e un regista debuttante come Michael Mayer, non lo aiutano a tenere insieme la storia. Peccato perché gli attori sono tutti belli, bravi, simpatici, provvisti di battute carine e di scene curiose, sia quando i personaggi sono ragazzini, sia quando crescono. Colin Farrell dietro il bancone della pasticceria merita un poster.

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