Dalla rassegna stampa Cinema

Kline racconta il suo Cole Porter

Il film centrato sull’omosessualità del grande compositore

Roma, il divo con Irwin Winkler e Ashley Judd presenta il film “De-Lovely”. “Il mio sogno? Hillary Clinton alla Casa Bianca”
“Ecco il lato oscuro del genio”
Tra gli interpreti popstar come Robbie Williams e la Morissette

ROMA – Diventato una bandiera dell’orgoglio gay con la commedia brillante (e buonista) In & out, Kevin Kline torna a esplorare l’universo delle passioni omosessuali col musical De-Lovely, nelle nostre sale dal 15 ottobre. Solo che in questo film – biografia del grande musicista americano Cole Porter, diviso tra la moglie e le avventure con altri uomini – l’atmosfera è molto diversa: “Non volevamo idealizzare il personaggio – racconta il divo Usa, in Italia per presentare il film – ma farne vedere anche il lato oscuro. Quel versante sempre presente nei creativi, negli artisti”.

Insomma, una nuova variazione sul tema “genio e sregolatezza”; nonché ennesimo capitolo del filone “Hollywood riflette su Hollywood”. Ma questo non significa che De-lovely – diretto da Irwin Winkler e co-interpretato da Ashley Judd e Jonathan Pryce – non presenti elementi di novità. Primo: squarcia il velo sull’omosessualità di Poter, compositore-simbolo degli anni d’oro del musical, finora tenuta nascosta (non compare ad esempio nel film biografico Night & day, con Cary Grant). Secondo: sul grande schermo vediamo apparire tante popstar che eseguono dal vivo le canzoni di Porter. Tra loro Robbie Williams, Alanis Morissette, Sheryl Crow, Elvis Costello, Diana Krall, Natalie Cole. Terzo: i brani del musicista sono utilizzati per descrivere le tappe della vita del protagonista; e anche gli attori principali si cimentano nel canto.

E oggi a Roma, a raccontare come è andata sul set, ci sono Kline, Winkler e la Judd. Ma il ruolo di mattatore è tutto per il divo Kevin: una delle poche star hollywoodiane capace di passare con disinvoltura dai ruoli comici (su tutti Un pesce di nome Wanda) a quelli drammatici. Un tono, a metà tra serietà e ironia, che lui utilizza anche nel rispondere ai cronisti: come quando dice che vorrebbe fare da coach al candidato democratico John Kerry (“gli insegnerei a parlare in maniera più diretta”), quando prende in giro George W. Bush (“vorrei dirgli tante cose,ma lui le capirebbe?”), o quando afferma di volersi candidare alla Casa Bianca nel 2008 “con la speranza di essere battuto da Hillary Clinton”.

In certi passaggi, però, il lato scherzoso scompare, e la voce si fa quasi solenne. Come quando parla di come ha preparato il personaggio. “Ho studiato piano per sei mesi – spiega Kline – e ho letto cinque-sei biografie su Porter. Ma soprattutto ho cercato di rendere sullo schermo il suo lato oscuro, evitando le idealizzazioni tipiche delle biografie cinematografiche”. Da qui il taglio poco buonista della storia: “Ci sono alcuni momenti – prosegue l’attore – in cui Cole appare sgradevole, e dunque non suscita alcun sentimento di simpatia o partecipazione nel pubblico. Così vengono fuori anche i suoi difetti, l’egotismo, la spietatezza, l’auto-indulgenza”.

Questo il versante più realistico del film. Che però presenta anche il lato brillante tipico dei musical, ben rappresentato, sul grande schermo, dalle performance delle star del pop. Ecco come Winkler racconta il loro coinvolgimento nell’opera: “La loro presenza è venuta fuori in maniera spontanea – spiega – la prima che ho contattato è stata Alanis Morissette, che si è detta subito ansiosa di partecipare. Poi la voce si è sparsa in tutto l’ambiente. Avevo già lavorato con la Krall, così l’ho chiamata; lei ha sua volta ha coinvolto Costello, che a sua volta ha avvertito Robbie Williams. E così via. Sheryl Crow, invece, è amica di Kevin”.

Proprio la presenza di tanti divi delle sette note ha reso molto particolare l’atmosfera sul set. Come conferma Ashley Judd, che nella pellicola interpreta la moglie Linda: “Era bello essere lì, con tanti artisti della musica contemporanea che provavano, cantavano. Sembrava che lo facessero apposta per noi”. Il risultato di queste performance è nella colonna sonora del film, targata Sony-Columbia. Mentre la distribuzione del film è della 20th Cenury Fox.

Repubblica.it
(7 ottobre 2004)

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