Dalla rassegna stampa Cinema

Pedro, Little e i palpiti del “Cuore matto”

…diventa una sorta di pugno nell’occhio e nell’anima per i due protagonisti Gael Garcia Bernal e Fele Martinez: nascondere a se stessi il vecchio amore sbocciato nel collegio di padre Manolo…

Il cineasta: «Canzone manifesto per me».Tony: «Un onore stare nel suo film»

ROMA – Tum tum tum tum tum… Un cuore matto, che ti segue ancora/e giorno e notte pensa solo a te/e non riesco a fargli mai capire/che tu vuoi bene a un altro e non a me/… Digli la verità e forse capirà/ perchè la verità, tu non l’hai detta mai…
Era scritto. Un giorno o l’altro Pedro e Little si sarebbero incontrati sotto il segno della passione folle, matta, deviata, mascherata, travestita. Per assurdo, in quel lontano ’67 quando Cuore matto trionfò a Sanremo per rimanere nella hit quattordici-settimane-quattordici, Antonio Ciocci da Tivoli, alias Little Tony, stava già cantando per Pedro Almodóvar da Calzada de Calatrava. Un manifesto chiaro, quell’impazzito battito cardiaco che pulsa sangue sentimental-pop nelle vene, come la fantasia underground di Pedro che generò nel cuore della movida madrilena la sua pornostar Patty Diphusa sulla rivista “La Luna de Madrid”. Oggi, a quarant’anni da quella notte in cui, ci racconta Little-ciuffo ribelle «Dalida mi si avvicinò sussurrandomi “voglio tradurre quel Cuore matto e farlo battere in Francia”» mentre di lì a qualche ora Tenco si sarebbe tolto la vita, Pedro inserisce il celebre “pezzo” nel suo ultimo La mala educación e il gioco è fatto. El corazon Loco , come venne tradotto in Spagna, nella pellicola di Almodóvar diventa una sorta di pugno nell’occhio e nell’anima per i due protagonisti Gael Garcia Bernal e Fele Martinez: nascondere a se stessi il vecchio amore sbocciato nel collegio di padre Manolo… Tum tum tum… «Quel palpito ripetuto del basso chitarra – dice, divertito, il regista spagnolo – è una delle più belle invenzioni della musica pop italiana degli anni ’60, insieme ai successi di Mina, Caterina Caselli, Rita Pavone. Ho una grossa collezione di quelle musiche. Cuore matto è una canzone perfetta per il mio film, per la tematica, per l’epoca e anche per me stesso. Perchè anche io sono un cuore matto».
Little è gioioso. Confessa: «E’ un onore, sono felicissimo di stare in un film di Almodóvar con una canzone che ha venduto oltre quattro milioni di dischi in tutto il mondo. Pedro è un regista eccezionale, uomo di fantasia, stravagante come me. Mi avevano raccontato dell’evento, ora correrò a vedere il film». Pedro cuore matto come le sue creature colorate e sessualmente ambigue. Dall’ultimo Gael Bernal de La mala educación che travestito da Zahara imita Sara Montiel stretto «in un vestito color carne – racconta Pedro – aderente fino al collo con culo, tette e pube fatti di paillettes di diversi colori e di perline marroni e rosate» ai primi “eroi” almodovariani. Il trans Carmen Maura de La legge del desiderio ; il travestito Miguel Bosé che in Tacchi a spillo si fa chiamare Femme Letal e canta al Villarose, infimo locale per gay; il Riza Niro (Imanol Arias) che per Labirinto di passioni diventa omosessuale e il trans Estefan (Toni Cantò), per gli amici Lola in Tutto su mia madre .
Pedro e Little, un corpo e un’anima? «La verità è che mi somiglia pure – ride Tony – con quel cespuglio di capelli sulla fronte… gli manca solo una lisciata di gel».

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