Dalla rassegna stampa Cinema

«LA VITA ha una melodia, l'amore ha un ritmo, solo un uomo poteva metterli in musica».

…Mito artistico e mondano, fra omosessualità, droga e denaro, Cole Porter fu una leggenda vivente dei suoi anni…

Queste le parole che funzioneranno da lancio al film «De-lovely – Una vita in musica», film sulla vita di Cole Porter che ha avuto una straordinaria accoglienza al Festival di Cannes. L’uscita del film (15 ottobre) costituirà sicuramente un’occasione per creare un evento mondano, un’autentica celebrazione della swing-era, quello stesso genere che oggi, furbescamente rinnovato, ha creato casi come Norah Jones o Michael Bublè. Cole Porter(1891-1964) educato a Yale e Harvad, contemporaneo di George Gershwin e Irvin Berlin, è probabilmente il principale compositore americano del secolo scorso. Un artista che ha contribuito come nessun altro a cementare il rapporto tra Broadway e Hollywood, creando letteralmente l’idea del teatro musicale, influendo notevolmente sugli standard del jazz.
Già nel 1946 era stato realizzato un film biografico sul compositore, «Night and day», dal titolo di una sua celebre canzone, interpretato da Cary Grant e Alexis Smith, ma la nuova pellicola, con la regia di Irwin Winkler, propone di fatto il ritratto di un’epoca, come se Cole fosse vivo, puntando soprattutto su quell’anticonformismo alla base del suo lavoro. Indovinati anche gli interpreti: Kevin Kline nella parte del compositore e Ashley Judd in quella dell’inseparabile moglie Linda.
Notevolissimo il cast di cantanti alle prese con nuove versioni del suoi classici, da Alanis Morissette a Lara Fabian, da Nathalie Cole a Sheryl Crow. Mito artistico e mondano, fra omosessualità, droga e denaro, Cole Porter fu una leggenda vivente dei suoi anni, infallibile nel restituire emozioni.
Immortale il suo repertorio: «I’ve got you under my skin», «Love for sale», «Begin the beguine», «Night and day» e altre dozzine di temi resi celebri dalle più rappresentative voci di varie generazioni. Protagonista di una vita trascorsa fra Venezia e Parigi, tra una suite al Waldorf Astoria e crociere nei mari del sud, qualche volta con la moglie ma più frequentemente con i suoi amici, Porter sosteneva un pensiero addirittura equivoco per i suoi tempi: «Val più un bicchiere di Porto bevuto in elegante compagnia, tra uomini, in un ambiente confortevole che una galoppata sessuale che ti lascia solamente frastornato». Cresciuto in una famiglia con un padre inutile e una madre troppo ambiziosa, snob, mostro di egoismo, Porter ebbe meritatamente per tutta la vita un successo straordinario. Il film di Winkler glissa volutamente su certi aspetti della vita del maestro, ma è innegabile che la sua musica fu in qualche modo la vera sigla di un’epoca indimenticabile improntata alla leggerezza

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