Dalla rassegna stampa Cinema

Venezia 61 - «Les petits fils» di Man Duran Cohen

…Guillaume è insoddisfatto anche della relazione omosessuale con un medico, accettata dalla nonna…

Nella sezione Orizzonti «Les petits fils» di Man Duran Cohen si presenta come una sorta di videotape familista digitale. Quasi tutte le scene si svolgono nell’appartamento di Régine (Reine Ferrato), nonna di Guillaume (Guillaume Quatravaux). Il giovanotto ventiquattrenne non ha superato il trauma della perdita della madre, le cui ceneri sono conservate sul terrazzo in un urna, e nelle visite quindicinali alla nonna la riempie di critiche, d’osservazioni infastidite. Ma l’anziana signora è tosta.
Guillaume è insoddisfatto anche della relazione omosessuale con un medico, accettata dalla nonna. Maxime, uno studente tuttofare assoldato da Régine, spinge Guillaume a elaborare il lutto affidando le ceneri materne alla natura. Il dispositivo un po’ claustrofobico è sfruttato abilmente da Man Duran Cohen che trae il meglio dalla naturale padronanza della scena di Reine Ferrato. All’inizio la vediamo sola sulla grande ruota attigua alla Tour Eiffel e alla fine vi sale accompagnata dal nipote mentre i significati metaforici e umani convergono. (e.p.)

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