Dalla rassegna stampa Cinema

Gli anni ’60 dei gay

Il «sogno americano» in chiave omosex

Bell’omaggio di Ciprì e Maresco a Ingrassia e Franchi

Una brutta notizia per i fan (uomini e donne) di Colin Farrell. La sua scena di nudo che già aveva fatto molto parlare di sé al test sreening è stata tagliata. Durante quella proiezione del film ” A Home at the end of the Word ” (Una casa alla fine del mondo ) la scena di nudo in questione aveva raccolto molti apprezzamenti da parte del pubblico femminile e altrettanti imbarazzi da quello maschile. Ad una prima idea di sostituirlo con una controfigura, il regista ha poi deciso di ricorrere direttamente alle forbici. Ma veniamo al film, presentato fuori concorso nella sezione Mezzanotte. Tratta dall’omonimo romanzo di Michael Cunningham, vincitore del premio Pulitzer per The Hours , la pellicola sancisce l’esordio alla regia di Michael Mayer. Il film, che ripercorre la storia degli Stati Uniti dagli anni ’60 fino agli ’80, vuole essere una nuova interpretazione del ” Sogno americano, quella cioè del mondo omosessuale. Come ha spiegato il regista, che ha trovato il film autobiografico, «gli anni ’60 e ’70 erano gli anni in cui si stava sperimentando la sessualità e in cui gli omosessuali incominciavano a convivere con il mondo libero. Purtroppo l’Aids, in quel periodo, ha causato moltissimi morti». Ed è il rapporto creatosi tra Bobby (Colin Farrell) e Jonathan (Dallas Roberts) il vero protagonista del film. Dopo essersi conosciuti da adolescenti, i due si rincontrano a New York, dove però Bobby conosce Clare (Robin Wright Penn) e con la quale avrà un figlio. I tre vanno a convivere in campagna dove cercano di creare un nucleo famigliare, ma il loro sogno dura poco. Il film, giudicato originale e coraggioso , ha avuto tiepidi applausi. Fra le sorprese più gradevoli della Mostra, infine, il film Come inguaiammo il cinema italiano-La vera storia di Franco e Ciccio , di Daniele Ciprì e Franco Maresco.
I quali raccontano, con molto obbiettività, la carriera dei due comici, troppo a lungo e ingiustamente considerati minori. (a.g.)

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