Dalla rassegna stampa Cinema

GREGG ARAKI, DRAMMI DALL’AMERICA PROFONDA

Vittime della pedofilia in «Mysterious Skin»

Venezia. Un film duro su un tema scottante come la pedofilia è piombato ieri al Lido nella sezione Orizzonti: «Mysterious Skin» di Gregg Araki. È la storia di due ragazzini divisi dalla vita che scoprono di avere in comune un tragico destino: quello di essere stati violentati alla scuola primaria da un loro insegnante dai modi gentili. Nessuna scena esplicita, ma la crudezza di una realtà che a volte, nella cronaca, è anche più violenta.
Ecco la storia. C’è Brian Lacey (interpretato da Brady Corbet), otto anni, che si ritrova nello scantinato di casa sua nel Kansas, col sangue che gli cola dal naso e non sa neppure come ci sia arrivato. Dopo questo episodio la sua vita però cambia. Ha paura del buio, orina a letto e ha orribili incubi. Ora Lacey ha 18 anni ed è convinto che quel buco nella sua memoria non nasconda altro che il fatto di essere stato rapito dagli Ufo, una proiezione fantastica per nascondere la realtà. Neil McCormick (a cui ha dato il volto Joseph Gordon-Levitt) si prostituisce sulla strada. Anche lui ha 18 anni e il suo sogno è, invece, quello di ritrovare il rapporto che aveva da bambino con l’allenatore della squadra di baseball Little League. La ricerca del loro passato, alla fine, conduce Brian e Neil a capire che gli eventi che hanno segnato le loro vite non erano quelli che sembravano.
Il film è basato sul celebre romanzo omonimo scritto da Scott Heim. «È risultata la più grande sfida creativa e l’esperienza più gratificante della mia carriera» spiega Araki «Sono più eccitato da questo film di quanto non lo sia mai stato da tutti gli altri. Vedo ”Mysterious Skin” come un’esperienza provocatoria, profondamente commovente e intensamente cinematografica. Straziante come ”Boys don’t cry”, controversa come ”Kids”, inquietante come il David Lynch d’un tempo e splendidamente realizzata come ”In the mood for love”. Vorrei che questo film fosse capace di marchiare a fuoco la coscienza del pubblico, che facesse parlare la gente, la facesse pensare e la emozionasse a lungo».

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