Dalla rassegna stampa Cinema

Nicole, donna davvero perfetta. O quasi

…Mogli perfette insomma (anche all’interno di una coppia gay),…

Primecinema. Alla multisala Oz la divertente pellicola interpretata dalla Kidman e da Matthew Broderick
Dietro una veste di favola morale fantastica, spunta l’intento di satira sociale

Remake di «La fabbrica delle mogli» (1975) di Bryan Forbes, ispirato ad un romanzo di Ira Levin, «La donna perfetta» è una black comedy gradevole, ma ben poco edificante nonostante il finale conciliatorio. Dietro la sua veste di favola morale fantastica, sfodera il suo pungiglione tossico, mostrando il suo intento di satira sociale acida nei confronti dell’american way of life, ovvero di un modello di cultura fondato sull’ipocrisia ottimistica del consumismo, sulla divisione tutta machista degli spazi e della competenze familiari. La protagonista è Joanna (Nicole Kidman), una executive rampante di un network (molto divertente l’incipit con il gala in stile Telegatti), che viene licenziata in seguito ad alcuni effetti indesiderati dopo un reality show. La donna precipita nell’abisso di un esaurimento nervoso e il marito (Matthew Broderick) pensa che la cura migliore sia il trasferimento, un taglio netto con il passato. Il luogo dove ripiantare le radici è Stepford, villaggio residenziale esclusivo nel Connecticut, bello come un presepe di marzapane, troppo ridente per essere vero. Dimore nel verde, interiors da riviste dell’arredamento, anestesia di qualsiasi malessere critico nel segno di una felicità beota, vicini di casa accoglienti fino al legittimo sospetto. I mariti giocano a golf, se la spassano in un club per soli uomini e le mogli sono casalinghe affidabili e sempre sorridenti, servizievoli, agghindate come bambole portate dal coiffeur, cuoche impareggiabili, madri devote e puttanone in camera da letto. Mogli perfette insomma (anche all’interno di una coppia gay), anzi automi, ultracorpi senz’anima con microchips trapiantati nel cervello, plasmati per il paradiso artificiale del padrone-patriarca. Stepford, come avrete capito, è il luogo di un insano esperimento scientifico nell’ambito della guerra dei sessi.
Il regista Frank Oz («La piccola bottega degli orrori») si diverte a delegittimare i desideri del maschio, ma poi rovescia il punto di vista e lancia i suoi strali al post-femminismo, curando i dettagli della scenografia, sciorinando alcune squisitezze ruvide nel dialogo. Il tono è leggero, ma gli spunti di riflessione non mancano. In palla gli interpreti: duttile la Kidman, amabile Glenn Close nel ruolo della strega cerimoniosa, dirompente Bette Midler.
Nino Dolfo
«La donna perfetta» di Frank Oz con Nicole Kidman, Matthew Broderick, Bette Midler, Glenn Close e Christopher Walken (Usa, 2004). A Oz. Voto: 7.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.