Dalla rassegna stampa Cinema

Con Ma mère il magico equilibrio della Pianista si rompe

…Christophe Honoré racconta con macabra sensualità l’educazione pornografica che una madre ninfomane e bisex offre in saldo al sensibile figlio 17enne neo orfano di padre…

Isabelle Huppert, attrice sublime, è giunta alla fase scabrosa e acritica degli eccessi, votandosi alla causa del cinema sadomaso: con Ma mère il magico equilibrio della Pianista si rompe. E’una prova di automatica bravura fuori luogo in un film decadente e mortuario (altro che inno alla libertà!) tratto dal romanzo scabroso, postumo e incompiuto del complessatissimo e sfortunatissimo Georges Bataille. Alla ricerca di una impossibile intesa estetico-letteraria, il regista e scrittore Christophe Honoré racconta con macabra sensualità l’educazione pornografica che una madre ninfomane e bisex offre in saldo al sensibile figlio 17enne neo orfano di padre. Pour épater il pubblico borghese l’autore raccoglie una sfilza di violente perversioni e sadiche perdizioni, concludendo l’iter con un ultimo impossibile e sanguinoso amplesso incestuoso. Pur non mirando al cinema per voyeur, il regista, non all’altezza delle ambizioni metafisiche, finisce per titillare i bassi istinti verso l’espressione di un’ambiguità affettiva assoluta. Buona fede? L’unica presenza inquietante in questa storia ambientata alle Canarie del turismo sessuale omologato, è Louis Garrel già incestuoso in The Dreamers e specialista di onanismi, qui portatore sano di un’ingenua innocenza malata, desiderosa di raggiungere attraverso le brutture l’amore ideale.

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