Dalla rassegna stampa Cinema

I ricordi di Saul

…Amori un po’ eccentrici, come quello per una ragazza ricoverata in un sanatorio (vedi La montagna incantata di Mann), la passione omosessuale, non corrisposta, di un quasi coetaneo professore per lui giovane studente (ancora Mann della Morte a Venezia),…

PRIMEFILM.«Le intermittenze del cuore» di Fabio Carpi

Memorie (non involontarie) di un ottuagenario, queste Intermittenze del cuore con cui Fabio Carpi, uno dei registi italiani più appartati e intellettuali, aggiunge un altro anello alla catena della filmografia ispirata al grande scrittore francese Marcel Proust. Le intermittenze del cuore – come sanno bene tutti i proustolàtri o proustòfili – sono quei sobbalzi improvvisi e involontari della memoria che fanno affiorare dal passato, anche lontano, episodi ora piacevoli ora dolorosi, sollecitati dalle occasioni e sensazioni più diverse: un oggetto, un sapore, un odore.
Vi è un evidente fondo autobiografico in quest’ultimo film di Carpi, un altro suo ritratto della terza età, cui egli appartiene (e che lo ha sempre interessato: L’età della pace o Barbablù, Barbablù). Il protagonista, infatti, è un regista ultrasettantenne (Hector Alterio, attore argentino più volte interprete dei suoi film), che si accinge a girare un film sulla vita di Proust, col generoso contributo finanziario di un produttore intelligente e disincantato. Il film non si farà più, per la morte improvvisa di quest’ultimo, ma quello che invece Carpi ha fatto sul film irrealizzato ne è qualcosa di molto vicino, fondato anch’esso sui ricordi del passato che offrono l’occasione al nostro regista di stilare un consuntivo della propria vita e della propria presenza, anche, nel cinema italiano. Una presenza caratterizzata da una sorta di «meticciato» artistico (sono parole di Saul Mortara, il protagonista, ad un intervistatore), frutto di un incontro fra cinema e letteratura, il primo ricco di echi letterari che si effondono nei film di Carpi occupandone ogni risvolto.
Quali sono i ricordi di Saul? Amori un po’ eccentrici, come quello per una ragazza ricoverata in un sanatorio (vedi La montagna incantata di Mann), la passione omosessuale, non corrisposta, di un quasi coetaneo professore per lui giovane studente (ancora Mann della Morte a Venezia), l’abbandono della lotta partigiana (Una questione privata di Fenoglio? l’episodio, in verità, è piuttosto sfocato), le insidie dell’oblio (la donna amata e non più riconosciuta dopo molti anni), i difficili rapporti col giovane figlio per l’invalicabile solco che separa due diverse generazioni. Materia, com’è facile intuire, particolarmente ricca, che Carpi esplora in tutte le sue ramificazioni puntando prevalentemente sugli aspetti privati.
La sceneggiatura delle Intermittenze del cuore, scritta, come tutti i precedenti suoi film, dallo stesso regista, è una magistrale costruzione narrativa, i rimandi fra il passato, che affiora grazie alla memoria involontaria, e il presente risultano di innegabile trasparenza, nel sottile disagio esistenziale avvertito dall’anziano Saul c’è un fondo di verità altrettanto innegabile. Eppure, tutto questo risulta come soffocato da una «letterarietà» fin troppo esibita in dialoghi tanto colti di riferimenti (uno scrittore, un poeta, un filosofo in ogni battuta del protagonista) quanto innaturali. Se è vero che per molti registi, come Carpi, la letteratura è costante alimento e radice dei propri film, sarebbe meglio «occultarla» e lasciarsene nutrire fino a disperderne le tracce. Tuttavia questo limite non intacca la sostanza di un’opera insolita e coraggiosa del nostro cinema, per il quale il film generazionale è soltanto quello dei trenta-cinquantenni con i soliti stucchevoli patemi. C’è qualcuno però che guarda anche a quelli dei vecchi.

LE INTERMITTENZE DEL CUORE di Fabio Carpi – Interpreti: Hector Alterio, Assumpta Serna, Florence Darel – Drammatico – Italia, 2004

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