Dalla rassegna stampa Cinema

PADOVA: 200 PERSONE PER IL FILM SULLE COPPIE DI FATTO

Necessaria una doppia proiezione per accontentare tutti. Il tema delle coppie di fatto è sempre più sentito in città.

Buon successo per la proiezione gratuita, in anteprima per la città di Padova, de “Il vento, di sera” film italiano presentato all’ultima Berlinale. All’invito, lunedì 24 maggio, hanno risposto così numerosi che i 150 posti del cinema Astra non sono bastati a contenere gli spettatori: tanto che si è dovuto correre ai ripari organizzando una seconda proiezione, subito dopo la prima, per non scontentare i molti rimasti a bocca asciutta.

A fungere da richiamo di certo la presenza in sala del regista, Andrea Adriatico, al suo primo lungometraggio, e dello sceneggiatore, Stefano Casi, che hanno salutato la platea con brevi interventi introduttivi. Ma un certo peso ha avuto anche la gratuità della proiezione, resa possibile grazie all’importante contributo del circolo ricreativo Arcigay Metrò Sauna di Padova; segno tangibile della grande sensibilità dei circoli ricreativi nei confronti della tutela dei diritti civili della propria clientela, in sinergia con gli obiettivi dei circoli culturali. E’ innegabile tuttavia che forte elemento di richiamo è stato anche e soprattutto il delicato tema che senza falsa retorica la pellicola ha il coraggio di affrontare: la attualissima questione della tutela delle coppie di fatto. E infatti la storia ruota attorno alle vicende di Marco e Luca, una coppia gay, e alle vicissitudini che coinvolgono Marco quando il proprio compagno cade vittima di un attentato terroristico: per la legge e per i medici, Marco non è nessuno e non ha alcun diritto a conoscere le condizioni di salute del suo compagno e assisterlo in ospedale negli ultimi istanti di vita.

“Un film forte, che punta il dito contro le innegabili carenze della legislazione italiana”, afferma Alessandro Zan, presidente del circolo Arcigay Tralaltro Padova, che ha organizzato l’evento, e candidato indipendente DS per il consiglio comunale patavino alle prossime amministrative, “un film che ha la straordinaria capacità di mettere a nudo le difficoltà quotidiane di qualunque coppia di fatto, eterosessuale o omosessuale, a cui lo Stato italiano nega qualsiasi diritto basilare, dalla possibilità di conoscere le condizioni di salute del partner ricoverato in ospedale, a quella di subentrare nella proprietà della casa al proprio compagno o compagna deceduti”. E Alessandro Zan di carenze legislative in tal senso ne sa qualcosa: non a caso è il portavoce nazionale della campagna “Un PACS avanti”, per la richiesta di un istituto giuridico, sulla falsariga del PACS francese appunto, che riconosca e tuteli le coppie di fatto.

Ma il riconoscimento e la tutela delle coppie di fatto deve anzitutto partire dalle realtà locali; e la proposta per cui Alessandro Zan si impegnerà in prima persona se eletto in consiglio comunale è proprio l’istituzione di un registro comunale delle coppie affettive. “Un tema che sta surriscaldando gli animi del dibattito politico di questa campagna elettorale padovana; tanto che la decisione di presentare l’ottima pellicola alla cittadinanza padovana”, conclude Zan, “è scaturita proprio dal dibattito sulla tutela delle coppie di fatto che ha coinvolto nelle ultime settimane politici e personaggi eminenti della città, e che ha palesato la miopia di certa politica retrograda, e invece la necessità di colmare le gravi lacune legislative, nazionali e locali, che non ci permettono di farci sentire realmente europei”.

(Sergio Scardia)

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