Dalla rassegna stampa Cinema

«Cole Porter? Canzoni che vanno dritte al cuore»

…«Sono riuscito a convincere gli eredi che un ritratto a tutto tondo dell’artista e dell’uomo non avrebbe potuto glissare, ad esempio, sulla sua bisessualità…

KEVIN KLINE NEL RUOLO DEL COMPOSITORE IN «DE-LOVELY»

Cannes. Chiusura in musica, ieri sera, con il film di Irwin Winkler su Cole Porter, «De-Lovely», e un concerto in riva al mare per festeggiare gli ottant’anni della Metro Goldwyn Mayer. Sul palco star internazionali come Alanis Morissette, Natalie Cole, Sheryl Crow, Lara Fabian, le stesse che hanno interpretato sullo schermo le celeberrime canzoni di Porter. Tutti, naturalmente, si dicono entusiasti di confrontarsi con un mezzo per loro insolito qual è il cinema, tutti sottolineano il fascino sempreverde della melodia. «Cole Porter era un sovversivo, un ribelle e nella musica riversava la sua vita» dice Morissette, «è un peccato che i giovani non lo conoscano, ma il film li aiuterà a scoprire il nostro meraviglioso passato musicale».
Produttore di «Rocky» e «Quei bravi ragazzi», regista socialmente impegnato, musicofilo appassionato, Winkler desiderava da tempo portare sullo schermo la vita di uno dei più popolari compositori del ventesimo secolo. Ma, dice, senza cadere nei cliché o nascondere alcun aspetto della vita privata di Cole Porter. «Sono riuscito a convincere gli eredi che un ritratto a tutto tondo dell’artista e dell’uomo non avrebbe potuto glissare, ad esempio, sulla sua bisessualità. Ma raccontare non significa esprimere un giudizio morale. “De-Lovely” è un omaggio affettuoso a un musicista geniale e a un’epoca irripetibile di Hollywood».
Nei panni di Cole Porter un sorprendente Kevin Kline pianista e cantante. «Da ragazzo avrei voluto fare il compositore» spiega infatti il divo, «e per affrontare il personaggio ho rispolverato i miei vecchi studi. Quanto alle canzoni, vanno diritte al cuore perché svelano l’essenza dell’amore, potevo cavarmela con un filo di voce». Nessun imbarazzo a interpretare un bisessuale, aggiunge. E Ashley Judd, che incarna sullo schermo la moglie del compositore: «Linda era una donna indipendente, brillante, coraggiosa. Amava l’uomo che sapeva incantarla con la musica, tra loro c’era un’intimità che andava oltre il sesso».
t.f.

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