Dalla rassegna stampa Cinema

Almodovar e i preti pedofili

…Certo c’è anche qualche prete che si dà da fare con i ragazzini, ma lo sguardo di Almodovar non sembra giudicare più di tanto perché, come dice lo stesso regista, «è un film sull’amore…

57° Festival del Cinema. Ieri sera cerimonia di apertura, protagonista il regista spagnolo con il nuovo film
Cannes, i precari manifestano ma non bloccano l’apertura

CANNES — Nel segno della ‘negociation’ (negoziato) questa cinquantasettesima edizione del Festival di Cannes. Ieri sera undici lavoratori precari dello spettacolo hanno infatti occupato pacificamente la Montée des Marches, la nota scalinata che porta al Grand Téathre Lumière, con la scritta «Negociacion»: ognuno aveva una lettera della parola appuntata sulla schiena.Tutti, uomini e donne, non hanno mancato di sfoggiare abiti da sera. Qualche pugno alzato da parte di alcuni di loro e applausi di solidarietà da parte del numeroso pubblico. Gli undici precari dello spettacolo non hanno mai lasciato la scalinata senza però interrompere il normale corso della cerimonia. Per il resto un inizio di Cannes nel segno di Almodovar e Tarantino, rispettivamente regista de La mala educacion (film d’apertura) e presidente della giuria. Sulla Montée de Marche si sono visti, tra gli altri, Max Von Sydow, che terrà la nuova ‘lezione dell’attore’, Gong Lee, Laetitia Casta, Tim Roth, Adrien Brody. Poi i membri della giuria: Emmanuelle Béart con un abito lungo neo-hyppie, l’androgina Tilda Swinton, in abito fluido dorato e l’americano Kathleen Turner. Tutti insieme sono arrivati Almodovar in completo nero e i suoi attori: Gael Garcia Bernal, Fele Martinez, Javier Camara, Lluis Homar, il fratello di Pedro, Agustin Almodovar. Mentre saliva la scalinata il regista spagnolo è sembrato infastidito dalla colonna sonora che accompagna la ‘montée’ e ha chiesto: «Non era meglio la musica del mio film?». «E’ un sogno che diventà realtà», ha detto Tarantino in cravatta, ma senza il tradizionale papillon. In sala, tesa, voce rotta dall’emozione Laura Morante in abito grigio Armani, dopo un accorato discorso sul cinema ha presentato il presidente della giuria del festival: Quentin Tarantino. Il regista americano esordisce con «Cine mon amour». Poi una sorpresa che ha visibilmente emozionato Almodovar: una ad una sono arrivate le ‘sue’ attrici: Victoria Abril, Marina Paredes, Carmen Maura, Angela Molina ed Eleonord Watlin. Morante lo ha quindi quindi chiamato sul palco. Almodovar non dimentica l’attualità e prima di dichiarare aperto il festival dedica il suo film alle vittime del’attentato terrorista dell’11 marzo a Madrid. Almodovar è stato quindi il protagonista della serata con il suo film, La mala educacion, che fa fa già discutere. E’ un film sull’amore interdetto e il senso di colpa. Certo c’è anche qualche prete che si dà da fare con i ragazzini, ma lo sguardo di Almodovar non sembra giudicare più di tanto perché, come dice lo stesso regista, «è un film sull’amore». Arriva così ufficialmente senza volontà di scandalo La cattiva educazione. Accolto senza troppo entusiasmo alla proiezione stampa, La cattiva educazione esibisce una storia complicata, quasi irraccontabile, che va dagli anni Sessanta agli anni Ottanta con una breve incursione nel ’77. Tutto inizia nel 1980 quando Enrique Goded (Fele Martinez), giovane regista in crisi di ispirazione cerca spunti creativi in ritagli di giornali assurdi. A un certo punto bussano alla porta del regista e si presenta, dopo sedici anni, Ignacio Rodriguez (Gael Garcia Bernal), un vecchio compagno di collegio e primo amore di Enrique. Il ragazzo, che ora fa l’attore, consegna al regista la sceneggiatura La visita. Nonostante Enrique non riconosca del tutto Ignacio come il suo vecchio amico, la storia che è scritta in quelle pagine è proprio quella della loro infanzia al collegio. Vale a dire il loro amore, le attenzioni erotiche e amorose del direttore del collegio di preti cattolici, padre Manolo (Daniel Gimenez Cacho e, da anziano Lluis Homar) verso Ignacio. Insomma, la loro cattiva educazione. Il regista mette mano alla sceneggiatura e fa sì che i tre personaggi si incontrino qualche anno dopo, in età adulta, quando Enrique è divenuto un precoce padre di famiglia e Ignacio si è trasformato in Zahara, travestito dedito alle droghe che imita Sara Montiel (icona gay spagnola degli anni Sessanta-Settanta). Ne La cattiva educazione, che in Itaia uscirà l’8 ottobre, ci sono molte scene di sesso tra uomini. Per un film volutamente ispirato al noir («Un genere che permette di tirar fuori il peggio degli uomini», dice il regista) e all’educazione cattolica, non è male. Frase cult del film, quella che dice lo stesso padre Manolo dopo aver assistito all’omicidio di Ignacio da parte di un suo collega sacerdote: «Per fortuna non ci sono testimoni tranne Dio, ma quello è dalla nostra parte».

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